domenica 12 agosto 2012

Lezione 19 - I pensieri

Premetto subito che questa lezione non è da prendere per oro colato. Qui più che mai si parla di gusti personali. Non andrò quindi a denunciare cosa è sbagliato e cosa è giusto... vi dirò solamente la mia opinione, e voi vi regolerete di conseguenza.
Dunque, esistono due tipi di pensieri:


  • Pensieri diretti: quelli posti tra virgolette, proprio come un discorso diretto. La differenza sta nel fatto che si tratta sempre di un pensiero, quindi gli altri personaggi non vengono resi partecipi:
"Che bella giornata!" pensò Gertrude. 

  • Pensieri indiretti: quelli riportati dal narratore senza seguire per filo e per segno le parole del pensiero del personaggio:
Gertrude pensò che forse una bella giornata. 



Io preferisco di gran lunga il secondo metodo. Raramente, infatti, gradisco vedere riportati i pensieri di un personaggio, soprattutto se il personaggio sta parlando a sé stesso. Odio vedere scritto, ad esempio:

"E se facessi una passeggiata? Il tempo è proprio bello!" pensò Gertrude.

 A dire il vero non so perché, forse mi dà semplicemente l'idea di entrare troppo nel personaggio, ed è qualcosa di irreale. La narrazione indiretta, invece, riporta i pensieri mediante la voce del narratore esterno, quindi mi sembra più realistico. 
Detto questo, comunque, rimane il fatto che preferire i pensieri diretti o indiretti è qualcosa di strettamente personale. Esistono autori molto famosi che usano i pensieri diretti... il che sta a significare che non è sbagliato. E' solo questione di preferenze. L'unica cosa che vi chiedo di EVITARE ASSOLUTAMENTE, ancora una volta, sono i pensieri ad alta voce quando il personaggio è solo in scena. Non esiste niente di più anormale! E ve lo ripeto perché nel libro che sto leggendo ce ne sono davvero troppi (di nuovo, ecco il link alla Lezione 16)
Ma ora ditemi, voi che ne pensate? Pensieri diretti o indiretti? Fatemi sapere! 

9 commenti:

  1. La verità sta nel mezzo: un mix delle due cose secondo me va benissimo.
    Ma dipende tutto da quanto vuoi far entrare il lettore nella testa del personaggio.
    Per riprendere l'esempio di Gertrude, nel secondo pensiero innanzitutto si può togliere pensò Gertrude, e già diventa più bello. Però io un pensiero del genere lo trovo inutile sia espresso direttamente che indirettamente.

    Gertrude sbirciò fuori dalla finestra. Il sole splendeva in un cielo azzurro e privo di nubi. Fece spallucce, raccattò la borsetta dal divano, infilò la porta e uscì per una passeggiata.

    Secondo me in questa versione si visualizza un po' meglio la bella giornata, e volendo si può infarcire con aria fresca e uccellini che cantano ;-)
    E allo stesso tempo hai rimosso un pensierio inutile, che si può dedurre dal contesto, e che non fa visualizzare nulla.

    Tutto questo per dire che i pensieri dei personaggi dovrebbero essere usati per cose importanti, per delinearne il carattere o per dare maggior peso a parti importanti della storia... non per cose futili come il dire che è una bella giornata...

    Proseguendo dall'esempio di prima...

    Scese i gradini di casa e si ritrovò in strada. Si incamminò verso il parco seguendo con lo sguardo una rondine che planava nella brazza primaverile. Dopo soli tre passì sentì qualcosa di morbido sotto un piede. Si fermò di botto e guardò in terra.
    'Merda! Le mie Prada nuove!'

    Ecco, già quì, con un solo pensiero, abbiamo capito un po' di cose della nostra Gertrude: le piacciono gli uccellini, impreca se pesta una cacca, veste Prada (quindi ha il grano... e volendo si poteva dire gucci al posto di borsetta nel pezzo precedente)...

    Ricapitolando... pensieri diretti o indiretti a seconda del livello di intimità che si vuol raggiungere col personaggio, e volendo si possono usare entrambe le tipologie con ottimi risultati (Vedi George RR Martin).
    Ma soprattutto... pensieri utili, non fesserie :-)

    Ovviamente IMHO :-)

    Anonimo_SK

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  2. Si si, sono d'accordo con l'utilizzare entrambi i metodi, e soprattutto per cose importanti. Però ripeto: se devo esprimere una preferenza tra i due preferisco il pensiero indiretto. Tutto qui.
    L'abilità a dire il vero starebbe proprio nell'utilizzarli il meno possibile e adeguatamente al contesto. =)

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  3. Mmmmh... io uso tutti e due i modi, non ho un preferito (:
    Uh, comunque riguardo ai monologhi di cui hai scritto un post qualche tempo fa, io ho appena letto un libro per scuola in cui c'era il protagonista che parlava da solo oO Non so se lo conosci, però è abbastanza famoso. S'intitola "Il vecchio e il mare" ed è di Ernest Hemingway. Insomma... c'erano momenti del libro in cui pensavo che il protagonista fosse pazzo XD

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    1. Ahahah, sì, conosco il libro ma non l'ho mai letto. Comunque credo che l'avrei odiato, se davvero il protagonista parla da solo... che cosa ignobile! Il buon modo per catapultare il lettore fuori dagli avvenimenti.
      A meno che il protagonista di questo libro non sia DAVVERO pazzo, e allora l'autore ha solo voluto mostrarlo meglio XD

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  4. Non lo so, a me sembrava un vecchio normale, a parte il fatto che parlava con la sua mano e con un pesce XD

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    1. Noto una certa contraddizione in tutto ciò XD

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  5. Ah dimenticavo che a un certo punto si metteva a parlare anche con un uccellino XD

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    1. Mi spiace allora, ma non era PER NIENTE normale XD

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