martedì 28 maggio 2013

Riflettendo - I personaggi inventati sono reali?

Che domanda stupida. NO, ovviamente, verrebbe da rispondere a una persona con poca fantasia, o semplicemente con i piedi ancorati bene al terreno, come me. Ma vedete, io credo di essere andata un po' oltre, colpa ovviamente di tutti gli studi "trascendenti" che ho compiuto in questi anni (filosofia, letteratura, filosofia del diritto di cui ho dato l'esame solo ieri). Sono un'ibrida a cui piace il realismo schietto, ma che si fa decisamente troppi viaggi mentali. E allora mi viene da pensare, ma i personaggi inventati, o anche i mondi, le usanze, i costumi, sono o non sono reali?
Fisicamente NO, e su questo non ci piove. Però è anche indubbio che ESISTONO. E se una cosa esiste, allora è reale. Mi seguite?
Ora, indubbiamente la loro esistenza è localizzata. Al cervello (o al cuore, vedetela come vi pare) dello scrittore, o al massimo dei lettori, se ci sono. Lo stesso vale per i film.
E allora mi viene da concludere che NO, non sono fisicamente reali, perché sono incastonati nel loro tempo, non ne escono, e compiono sempre gli stessi movimenti, a seconda di quello che lo scrittore/regista ha voluto fargli fare. Possiamo far accadere gli eventi inventati all'infinito, ma restano sempre lì, possiamo anche inventarne di nuovi, ma i personaggi in sé non hanno realmente vita propria.
Ma, dal momento che una cosa prende vita, sia pure astratta, esiste. Non si può discutere su questo punto. E, a loro modo, i personaggi sono reali. Tutti lo sono, perché esistono, ci sono, anche quelli fatti peggio. Però se sono ben caratterizzati, differenziati tra loro, e se lo scrittore inizia a conoscerli come le proprie tasche, vi renderete conto che iniziano a ESISTERE anche in un altro modo. Iniziano a decidere per conto proprio.
Lo so, molti pensano che quello che sto dicendo sia un'assurdità. Ma pensateci bene, in realtà è così che funziona. Noi scrittori inventiamo solo la base. Poi sono gli inventati a muoversi.
Prendiamo un esempio esagerato, Hannibal Lecter. Lui è stato inventato da uno scrittore. Ma è quello che é, esiste nel senso che, se anche lo scrittore volesse fargli amare un coniglio rosa di pelouche, non potrebbe. Hannibal si RIFUTEREBBE, perché non è nella sua natura. E se lo scrittore provasse a farglielo fare, magari in un paragrafo, sarebbe inevitabilmente portato a cancellare il tutto subito dopo. Perché non starebbe in piedi. Perché Hannibal Lecter ESISTE nella sua singolarità, ha il suo personale carattere; ci sono cose che può fare e cose che non può, non potrà mai fare; ci sono cose che deve fare e cose che è plausibile che faccia. Perché Hannibal Lecter non è reale, ma è VERO. Nel senso che, una volta creato, esiste, ed è sé stesso. Non è in carne e ossa, ma c'è, e non può essere manipolato come più ci piace.
Per questo dico che i personaggi esistono e fanno ciò che vogliono: perché tu, scrittore, hai il potere fisico di fargli fare altro, ma non il potere psichico, e sai che se una cosa quel personaggio non sarebbe mai in grado di farla, non puoi fargliela fare.
In questo senso i personaggi sono reali. Non ci sono fisicamente, ma nel loro spazio, quello dedicato alle idee, ci sono eccome! E funzionano come funzionerebbe un umano reale. Semplicemente, non hanno corpo. Per questo ci affezioniamo tanto, per questo li conosciamo, piangiamo se dobbiamo ucciderli, siamo felici per loro se accade qualcosa di positivo etc. etc.
E questa è una cosa che se non si è provata non si può comprendere appieno, secondo me.
Voi che ne pensate?


Comunque, questo era un post un po' diverso dal solito per inaugurare la nuova categoria RIFLETTENDO, così, per parlare di cose un po' più profonde. State comunque in campana che presto arriverà anche la nuova lezione! Arrivederci!

14 commenti:

  1. Beh, ovviamente i personaggi inventati non esistono nel nostro mondo. Sono un prodotto della nostra mente, e solo in quell'ambito lì ci sono. Sembrano quasi veri e vivi nella nostra fantasia ed è per questo che è così bello inventarli! Siamo noi che diamo loro una vita, anche se non reale di per sé.
    Creiamo la base come dici tu e fino a un certo punto possiamo arricchirli, finchè il personaggio sarà completo. In seguito facciamo fare loro delle cose, ma abbiamo già prestabilito prima il loro carattere perciò escludiamo a priori certe loro scelte e certi loro comportamenti. Ci adattiamo al modello di personaggi oche abbiamo creato e gli facciamo fare delle cose nell'ambito della sua natura. Il personaggio non decide da sè, visto che la sorgente del personaggio siamo noi, e perciò decidiamo noi per lui immedesimandoci e cercando di ragionare con la loro testa. Visto che vogliamo restare verosimili (chi più chi meno) non forziamo certi comportamenti sul nostro personaggio (esempio Lecter) perchè appunto non sembrerebbe reale e rovinerebbe l'identità che abbiamo costruito al personaggio.
    Quindi sì, in un certo senso i personaggi esistono, nella nostra mente, perchè li abbiamo creati noi, ma non hanno un'identità propria come noi veri umani, perchè la loro identità dipende da noi. Se ci dimenticassimo del nostro personaggio lui non ci sarebbe più. Se qualcuno si dimentica di te nel mondo reale, non smetti di esistere. Capisci quel che voglio dire no? :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh, certo che capisco. Ed è vero, i personaggi dipendono da noi, la loro sorte dipende dalle nostre scelte, nel senso che se ad esempio, come decidi tu, decidiamo di non protrarre la loro avventura, anche loro si fermano. Come ho detto, sono localizzati nel tempo, e di lì non possono muoversi. Ma, di nuovo, questo non significa che non esistono. Sono incompleti quanto vuoi, ma ci sono, e ci sono fin dalla prima scintilla che ti ha attraversato la mente. Anche se poi da quel momento non li sviluppi più, e rimangono solo in un cassettino dei tuoi ricordi, loro sono esistiti davvero, e in quel momento erano reali. E continuano ad esserlo ogni volta che vengono riportati alla memoria anche solo per un istante.
      Poi ovviamente ci sono i personaggi compiuti, quelli nati e portati a termine, quelli "fatti bene".
      Ma in questo caso non credo sia solo la verosimiglianza a impedirci di modificare i loro caratteri. Io in qualche modo credo che, una volta creati, siano quello che siano. Anche volendo, non puoi modificarli. Ormai li hai pensati così, e così rimangono. Vanno OLTRE le tue scelte.
      Ad esempio, l'autore avrebbe potuto voler modificare il carattere di Hannibal per renderlo, al posto di The Cannibal un rapinatore di banche. Questo ovviamente è un esempio meno estremo di quello del coniglio rosa. E' del tutto plausibile che un The Cannibal possa anche rapinare banche.
      Ma l'autore non può farlo. Se l'ha creato solo The Cannibal, The Cannibal rimane. Non può diventare altro, perché esiste già, e sarebbe un affronto nei suoi confronti cambiarne la natura. Puoi fare un altro personaggio, ma non puoi cambiare Lecter. Lui è così. Non puoi storpiarlo, perché sai bene che lui si rifiuterebbe di essere diverso da quello che è. E si rifiuterebbe (in senso figurato s'intende) facendo saltare fuori un libro che non piace né all'autore, né agli affezionati lettori (sempre che l'autore riesca a portarlo a termine. Ma credo che ogni autore con un minimo d'amore nei confronti di un suo personaggio non lo farebbe mai).
      E questo ovviamente è un discorso molto legato alle menti che creano i personaggi. E ovvio che se arrivassi tu a modificare la mia Artemisia, potresti probabilmente anche farle ballare il tango con un fenicottero, perché non ti importerebbe, perché non la conosci. Ma io la conosco, e so come si comporterebbe in questa o quella situazione, come si sentirebbe, perché viviamo in simbiosi. Ed è in questo senso che ESISTE. E non sono pronta ad affermare che sia solo una verosimile creazione della mia mente, mi dispiace. Come credo non lo siano molti altri autori che hanno sposato una propria opera. ;)

      Elimina
    2. Certo esistono.
      I nostri pensieri riguardo il personaggio sono reali, la nostra immaginazione del personaggio nella sua interezza è reale ma il personaggio non è e non sarà mai una persona vera. No nsarà mai un essere indipendente con una propria volontà, perchè la sua volontà è strettamente legata alla tua volontà. Sei tu che decidi cosa fargli fare e come farlo, cosa fargli pensare e cosa no.
      QUando creiamo un personaggio partiamo spesso da uno stereotipo, da un'idea, e poi andiamo a completarlo per tasselli, aggiungendo questo e altro alla sua personalità. Costruiamo per lui un fondamento su cui andremo a costruirlo nella sua interezza. C'è una fase iniziale in cui il personaggio è ancora molto malleabile e puoi attribuirgli le più disparate caratteristiche (purchè non si contraddicano), una volta fissate, non le cambi più perchè ormai il personaggio è completo e cambiarlo sarebbe contro la sua natura che abbiamo fissato. Io lo paragono un po' al metallo e all'arte della forgiatura: all'inizio il metallo è liquido e rovente e puoi dargli una forma e un'applicazione ben precisa, ma poi quando l'arnese è ormai raffreddato e duro, non si può modificarlo senza alterare la sua funzione e la sua "identità".
      Perciò ripeto. I nostri pensieri che raffigurano il personaggio e le caratteristiche che abbiamo per lui sviluppato sono veri, perciò il personaggio è vero, esiste finchè il nostro ricordo, il nostro pensiero riguardante il personaggio esistono. Ma non diresti mai che un tuo personaggio è un tuo pari, in tutto e per tutto. Esistono nei nostri pensieri ma non sono vivi (per quanto possano sembrare autonomi), non sono persone: sono infatti personaggi :)

      Elimina
  2. Ah e aggiungo: riguardo l'arnese. Prima e malleabile, poi raffredda e assume la sua permanente identità. Nell'ambito della sua identità, decidi i nche modo usarlo e cosa fare con esso, proprio come con un personaggio, con l'unica differenza che al martell onon ti affezioni e lo usi indiscriminatamente, mentre ai personaggi ti leghi e le tue decisoni sono anche dettate da certi sentimenti :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti non ho mai detto che una differenza tra un personaggio e una persona reale non ci fosse. Un personaggio manca di fisicità e libero arbitrio (anche se poi indirettamente ci indirizza sulla strada che deve prendere). Però è anche vero che un personaggio inventato di sana pianta (se ben riuscito) non è paragonabile ad un'oggetto, o a un'idea informe. Ripeto, è vero, perché esiste, e quindi a suo modo è reale. E' reale perché qualcuno almeno una volta l'ha pensato. Basta questo per esistere, almeno secondo me.

      Elimina
  3. Sì, e io concordo che esista (nel nostro pensiero) ma la sua esistenza è legata strettamente alla nostra mente. Inventi un personaggio, ed egli esiste come tuo pensiero ed esiste finchè lo pensi, finchè è conservato nella tua testa. ma se non confidi a nessuno di quel personaggio e muori, anche lui smetterà di esistere. Non è che tu lo pensi e da quel momento lui esisterà da se, ma esisterà finchè il tuo pensiero che lo riguarda esiste. poi smetterà di esistere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo di aver già parlato di esistenza localizzata ;)

      Elimina
  4. Loro sono in mezzo a noi.
    Per forza.
    Mi commuovo più a causa loro che a causa delle persone reali.
    Ok, sto delirando, ora torno seria çç
    Concordo con quello che hai detto, anche se mi piacerebbe pensare che siano reali! In un certo senso esistono perché dopo che li creiamo o li "conosciamo" loro continuano a vivere dentro di noi (?)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu continui a darti della matta, dici che deliri, ma tu hai solo commentato... pensa quella che ha scritto l'articolo XD

      Elimina
    2. La più matta qua sono io, fidati! Faccio dei mega viaggioni senza drogarmi, tutto ciò è molto ambiguo! XD

      Elimina
    3. Mi sa che i viaggi ce li facciamo tutti XD

      Elimina
  5. nihal_dubhe953 giugno 2013 18:55

    Io sono totalmente d'accordo, molti dei personaggi che si creano acquistano una volontà propria, riescono a liberarsi dalla penna dello scrittore per fare realmente ciò che vogliono... è il caso di alcuni personaggi che nascono come secondari e in seguito, quasi senza che l'autore se ne renda conto, SI IMPONGONO sulla storia. E si, una volta che vengono ideati essi esistono in tutto e per tutto, tranne che per la loro fisicità. Io poi sono dell'idea che non si parta da uno stereotipo a cui poi si aggiungeranno delle peculiarità... per me il personaggio ha già le idee chiare, per dirla così, all'inizio. Voglio dire, lo scrittore lo crea già in modo particolare, e sceglie di scrivere proprio la SUA storia perché ritiene che ne valga la pena. Poi naturalmente il personaggio può essere dinamico e cambiare nel corso della storia :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, davvero, siamo totalmente d'accordo! Poi ovviamente ci sono quegli eventi magari che "capitano" e che da principio tu, scrittore, non li avevi previsti. Sono stati i personaggi a farli capitare. A me è successo, ma a quanto pare anche a molti scrittori! Tra i quali l'ha ammesso a chiare lettere Stephen King, nella postfazione de "Il Miglio Verde". Sono rimasta di sasso quando l'ho letto! (purtroppo dopo aver fatto questo articolo)

      Elimina