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mercoledì 25 dicembre 2013

Buon Natale!

Beh questo breve post dal contenuto ovvio lo inserisco perché voglio bene a tutti i miei polli lettori! Per cui auguri sinceri di BUON NATALE! :D grazie a tutti voi e... al prossimo post, se vi andrà!

venerdì 15 febbraio 2013

Arte esiste ancora!

Sì, strano a dirsi ma è così. In realtà possiamo dire che ho ripreso ad esistere questo fine settimana... dopo l'esame di mercoledì (Diritto Costituzionale, un bel 26. Era l'esame più impegnativo di questo semestre). Ora che sono felice e sto pigramente aspettando l'inizio del secondo semestre, finalmente mi dedico al blog.
Lo so, lo so: niente lezione. Non perché non abbia voglia di scriverla ma perché al momento non ho materialmente più idee. So che c'è ancora un sacco di argomenti da toccare, ma per qualche motivo oggi nessuna idea mi è balenata in mente.
Passiamo alle buone notizie:

  1. Ho appena finito di preparare un salame di cioccolata.
  2. San Valentino sono riuscita, finalmente dopo tre lunghi anni di rapporto, a trascorrerlo insieme alla mia dolce metà.
  3. La lezione, giuro, arriverà a breve
  4. Ho ricominciato a scrivere. In compenso non mi piace quello che scrivo ma, insomma, non si può avere tutto.
  5. Ho avuto un'altra idea per una storia, anche quella registrata nella mia serie di documenti per futuri romanzi. Era da un po' che non mi capitava di fare buone pensate...

Insomma, Arte esiste ancora. Conduce uno stile di vita abbastanza precario, ma per ora può dirsi fuori pericolo. E questo la porta dai suoi lettori. Quindi, giurin giurello.... CI SI VEDE PRESTISSIMO!


mercoledì 2 gennaio 2013

Buon Anno, buon compleanno, altre scuse e Lo Hobbit

Salve gente! E BUON ANNO A TUTTI!!!!
Oggi è il 2 gennaio, e Arte parla di Arte compie 1 anno! Volete cantare tanti auguri?
Io intanto festeggio con un nuovo articolo. Non è una lezione. Quella la sto ancora elaborando. Per ora accontentatevi della promessa di un video post-primo-esame-universitario. A metà gennaio. Lo so, sono assenteista, ma se sapeste come sono messa con l'università mi capireste, credetemi.
Questo post però non può parlare solo di questo. Per intrattenervi un po' oggi ho deciso di fare una mini-recensione. Anche perché è una questione che mi preme, potremmo dire.
ma ora basta convenevoli, passiamo al sodo: ho visto Lo Hobbit. E le mie opinioni a riguardo sono abbastanza discordanti. Non ho ancora capito se mi è piaciuto o no. Anzi, diciamo, come opinione generale, che sì, mi è piaciuto, ma non in funzione della precedente trilogia Il Signore degli Anelli. Sarebbe stato bello come film a sé. Ma aveva altri kolossal alle spalle, e avrebbe dovuto tenerne conto, per ricreare la stessa atmosfera.
Anzi, già che ci sono facciamo un piccolo sunto delle cose che non mi sono piaciute, e delle cose invece che mi sono piaciute molto. Cominciamo in negativo:

  •  E' stata usata la computer grafica per TUTTO! Ne "Il Signore degli Anelli" almeno i nemici più vicini ai protagonisti erano veri, e si vedeva. Così come i combattimenti a cavallo: si prendevano dei veri cavalieri e si mettevano in scena. Si prendevano dei veri attori, gli si deturpava la faccia, e si facevano gli orchi. Per questo era bello! Già all'inizio del nuovo millennio si usava fin troppo la computer grafica, ma Il Signore degli Anelli non era così, per questo piaceva! La maggior parte delle cose che si potevano vedere erano VERE. i villaggi erano VERI, i paesaggi, i personaggi... si usava la grafica digitale solo dove era palesemente necessario. per questo era bello, per questo lo spettatore si sentiva rapito! Perché era tutto VERO! Ora, io posso capire che la computer grafica abbia fatto passi da gigante, e che costi infinitamente di più usare degli attori, però... se non avevate i soldi per fare come ne "Il Signore degli Anelli", NON FATELO! Semplice! La gente si accorge di questi cambiamenti!
  • Ad un certo punto hanno usato come setting la stessa valle che si vede ne "Le Due Torri" (quella con l'erba gialla e dei massi giganteschi sparpagliati un po' ovunque, dove Aragorn, Legolas e Gimli incontrano Eomer e i Rohirrim). E fin qui non ci sarebbe niente di male. Solo che due secondi dopo averla attraversata, Bilbo e i nani si ritrovano a.... GRAN BURRONE! E tu che conosci un po' di geografia Tolkieniana pensi: ma che accidenti c'era in mezzo, lo Stargate??? In ISDA quel setting apparteneva alla zona sud-ovest della Terra di Mezzo, ne Lo Hobbit invece sta vicino a Gran Burrone, che è a nord-est! Dalla parte opposta! E allora io mi chiedo, ma dovevate usare proprio quella valle? PERCHE'? Posso quasi riconoscere gli stessi sassi. La Nuova Zelanda è grande, santo cielo, perché non avete scelto un altro posto? 
  • Un'altra cosa secondo me brutta è stata la "psicologia" dei nemici. In ISDA erano cazzuti, passatemi il termine. Ricordate l'orco con mezzo cervello umano cucito sulla spalla che fa da generale d'attacco a Minas Thirit? In particolare, la scena in cui dalla città gli catapultano addosso un masso da 10 quintali, lui si sposta solo di mezzo millimetro e poi sputa con rabbia sul masso appena caduto... ecco questi sono i nemici che ci ricordiamo. Ne Lo Hobbit hanno avuto un'involuzione. Non solo sono stupidi (si salva solo il gigante bianco, per chi ha visto il film), ma sono anche grotteschi! Perché, ad esempio, i Goblin sono ROSA? PERCHE'? Sembrano Eterocefali Glabri! In ISDA erano verdognoli, adunchi e bavosi. In pratica erano l'opposto.
  • Elrond, uno dei personaggi storici, secondo me è stato un po' storpiato. Fisicamente è lui, l'attore è lo stesso etc. Ma sorride tantissimo! Elrond era un po' burbero, sempre serio. L'unico accenno di sorriso che fa è quando dice "Voi siete la Compagnia dell'Anello!" e poi basta. Qui è euforico!
  • All'inizio del film, quando viene spiegata la storia di Smaug il Drago, viene mostrata una città di cui sinceramente non ricordo il nome... e anche se appare in sì e no in due scene, si vede benissimo che è costruita su una cultura RINASCIMENTALE! E di nuovo, perché? Tutti sanno che la Terra di Mezzo è basata sul medioevo, perché hanno voluto mettere una città dall'aspetto palesemente più recente?
  • Alcune cose cambiano aspetto da ISDA a Lo Hobbit. Si vedano appunto i Goblin, di cui sopra. Ma anche i Mannari, che in ISDA erano più simili ad un incrocio tra un boxer e una iena... qui sono hanno più le fattezze di un lupo: più snelli, zampe proporzionate, pelo ordinato, denti ben fatti... belli ma niente a che vedere con i nostri buoni vecchi Mannari Ienosi.
  • Tre capitoli. E di nuovo: perché? In ISDA erano praticamente d'obbligo, era un romanzo lunghissimo e stra-dettagliato. Ma Lo Hobbit non è affatto così! 400 pagine in media, se va bene. Molti meno dettagli rispetto a ISDA e soprattutto, meno eventi! Come possono pretendere di farci saltare fuori tre film da tre ore l'uno? E' impossibile
  • Gli Stregoni. OH MIO DIO. Cosa non sono gli stregoni! Qui in realtà non è "colpa" del film. E' proprio la storia de Lo Hobbit ad essere infinitamente diversa rispetto ad ISDA. Infinitamente più infantile e infinitamente più... stupida. Con questo non voglio dire che è brutta, ma è proprio un'altra cosa! Se ISDA è da adulti e, se posso dirlo, anche abbastanza violento, Lo Hobbit è partito come romanzo per ragazzi, ed è normale che sia meno serio di ISDA. Però... alcune cose mi hanno davvero rovinato la trilogia originale. Si veda, appunto, lo Stregone Bruno. Dovete sapere che in ISDA vengono mostrati solo due stregoni, entrambi molto saggi, anziani, e con personalità profonda: Gandalf e Saruman. Quindi lo spettatore s'è fatto una certa idea di come sono gli Stregoni. Però ne Lo Hobbit inseriscono questo Stregone Bruno che sembra un personaggio da film di Natale serie Z. Oltre che ad essere pazzo, ha anche un'enorme cacca di piccione in testa. Questo dovrebbe bastarvi. Ora voi mi dite: ma è la storia ad essere così, quel personaggio è quello descritto da Tolkien! Non è colpa del film. Io rispondo: vero. Assolutamente vero. Ma in ISDA il regista (Peter Jackson) ha compiuto la precisa scelta di eliminare tutte le parti più infantili del romanzo. Si veda Tom Bombadil, sempre per chi ha letto il libro, etc. Perchè non ha fatto la stessa cosa ne lo Hobbit, cosa che avrebbe mantenuto lo stesso spirito della vecchi trilogia? Ve lo dico io: perché non può togliere NIENTE, dato che ci devono saltare fuori tre film da tre ore. Ed ecco perché la Terra di Mezzo non è più quella dei vecchi film.
  • La scena del ponticello. Ad un certo punto Gandalf e i Nani si trovano su un ponticello sospeso nel vuoto, all'interno di certe caverne nelle montagne. Gandalf apre la fila e a bloccarlo dall'altra parte c'è il Boss Goblin (una specie di palla di lardo rosa). In breve, accade questo: Gandalf dice qualcosa che non ricordo, tira una spadata al Boss e gli taglia la pancia. Il Boss dice "credo che ora morirò" con il timbro di voce più scemo che abbia mai sentito. Dopodiché il ponte si rompe, cade e per miracolo tutti si salvano. Ora... respirate... meditate... e rispondete a questa domanda: questa scena non vi sembra la scimmiottatura della famosissima scena "TU NON PUOI PASSARE"? Esattamente. E' praticamente la stessa scena. Cambia solo il tono un tantino meno epico: il ponte è corto e di legno traballante, non certo in pietra come quello di Kahzad-Dum. Inoltre, nella scena di ISDA, il nemico era il Balrog. Ne lo Hobbit è un rotolo ciccione e gay. TROVATE LE ACCIDENTI DI DIFFERENZE!
  • I Nani. Anche qui abbiamo un discorso simile a quello degli altri punti. Sono più stupidi e meno epici, per quanto potesse esserci di epico in Gimli. Però, davvero, Gimli aveva una dignità. Questi Nani... un tantino meno. (e poi le Nanesse [se così si chiamano] non hanno la barba. Si vedono all'inizio del film, mentre scappano dalle grinfie di Smaug. Anzi sono basse ma piuttosto belle. Questo mi ha ulteriormente rovinato, insieme al fatto sconvolgente che esistono "Nani belli", i due più giovani della compagnia. Io li immaginavo tutti grassi, pelosi e ruttosi).
  • La scena del ritrovamento dell'Anello. Non è fatta male, anzi... è solo che, per chi ricorda, questa scena in versione super-breve viene mostrata anche nel prologo di ISDA. Ed è fatta diversamente rispetto a Lo Hobbit. E' normale, non fraintendetemi... ma se fossi stata nel regista l'avrei resa più simile possibile, per non dare il senso di distacco tra una trilogia e l'altra.
  • Scene riciclate. Già, sono state riutilizzate, in contesti diversi, molte scene di ISDA. La più stupida arriva nel momento in cui Gandalf si incazza per niente e usa lo stesso trucco oscura-stanza di ISDA. Peccato che il motivo non regga...
  • Scena dei giganti. A parte il fatto che questa scena sembra fatta nello stesso set che aveva visto la compagnia dell'anello combattere contro Saruman-demolitore-di-montagne... I GIGANTI????? Ma... c'erano nel libro? Io sinceramente non li ricordo. Ma proprio per niente... (anche se il libro l'ho letto molto tempo fa, quindi concedo il beneficio del dubbio). Mi viene quasi da pensare che se la siano inventata di sana pianta per allungare di tre quarti d'ora il film. Altrimenti non ci salta fuori la trilogia.
  • Guillermo del Toro. CHE C'ENTRA? Sarà anche bravo, ma non era in ISDA e non doveva essere nemmeno sceneggiatore de Lo Hobbit! Per chi non lo sapesse, questo personaggio è stato sceneggiatore anche dei due "Hellboy" e di quel castrone de "il Labirinto del fauno". Ora dovreste spiegarvi molte cose... e guarda caso, l'unico film di animazione del 2012 che non mi ispira per niente, Le 5 Leggende... ha come sceneggiatore proprio il buon vecchio Guillermo. Colpa sua se Lo Hobbit mi ha deluso? Direi di sì, per una buona percentuale. 
  • Ironia idiota. Che rende imbecilli i personaggi e le situazioni. Ma qui mi posso ricollegare alle scene già viste: quella del ponte, che cade come uno snowbord e miracolosamente tutti si salvano. Oppure le battute di molti personaggi. 

Bene, finalmente passiamo alle cose positive. Perchè in effetti ce ne sono, e fatte molto bene:

  • Il Prologo nel Prologo. Mi è piaciuto il fatto che Lo Hobbit inizi con la stessa festa dell'inizio di ISDA, e si presenta un po' come una storia parallela. A dire il vero non so bene perchè, ma mi è piaciuto. 
  • Le colonne sonore. FANTASTICHE. Non c'è nient'altro da dire. (solo ad un certo punto, chissà perchè, hanno inserito la traccia dei Cavalieri Neri de "La compagnia dell'Anello" come sottofondo a Thorin Scudodiquercia che si prepara ad attaccare il suo nemico in una scena epica. Mi sono chiesta perché, ma non è propriamente un punto negativo)
  • Usare gli stessi attori, dove possibile. E' stata una bella mossa, e non del tutto scontata, come invece si potrebbe pensare. Peccato per la voce di Gandalf, ma quello purtroppo è un problema non risolvibile, causa la morte del doppiatore originale. Un vero peccato.
  • Gollum. E' una delle poche cose, insieme alla scenografia della Contea, ad essere rimasta identica ad ISDA. Ed è stato un tuffo nel passato, vederlo muoversi, strisciare e gemere. Bella l'interpretazione dell'attore, e bella la scena degli indovinelli (cosa anche questa che definirei infantile, ma che in realtà è stata resa bene, in pieno stile ISDA).
  • Il Gigante Bianco, Boss nemico di Thorin Scudodiquercia. Mi piace come al posto del braccio sinistro abbia uno spuntone di metallo piantato nel gomito. Ecco, questo è un nemico! Questo è qualcosa di simile agli orchi cazzuti di ISDA! (anche se assomiglia un po' troppo ai mostri di "Io sono Leggenda").
  • Tutti i rimandi a ISDA. Ce ne sono un sacco, praticamente ad ogni battuta. Si parla anche di come Mordor nasce, di come Sauron torna al potere... insomma tutto ciò che non si sapeva da ISDA. Interessante. 

Purtroppo non mi viene in mente nient'altro di particolare. Ma posso dire, in linea generica, che il resto del film è bello, al di fuori dei punti negativi che ho sottolineato.
Bene, la recensione è finita. Non si tratta di un libro, per una volta, ma ci tenevo davvero, anche perché credo di essere l'unica fan di Tolkien ad avere questa opinione un po' discordante a proposito di questo film.
Voi che ne pensate? 
Aspettando i prossimi capitoli de Lo Hobbit, arrivederci! Alla prossima lezione!

venerdì 17 agosto 2012

I personaggi fanno QCCV

Quel Cavolo Che Vogliono! Esattamente. QUEL CAVOLO CHE VOGLIONO!
Lo scrittore crede di essere una sorta di dio creatore... non è vero. Sono i personaggi che decidono come va a finire la storia, che noi sgangherati autori vogliamo ammetterlo o meno. Sono LORO a decidere, LORO a farti scrivere ciò che vogliono. E ci illudiamo ancora di avere il potere... tsé! Il potere non l'abbiamo mai avuto, meno che mai scrivendo, anche se era il campo in cui credevamo di poter fare il bello e cattivo tempo. Non mi credete? Muahahahahah, poveri illusi! Prima o poi ve ne accorgerete. Ve lo garantisco.

Ok, dopo questa prefazione che anche io stento a capire... buondì signori!
Oggi mi sento particolarmente in vena di scrivere. Di uscire no, di farmi una vita sociale nemmeno... di scrivere sì. Ed è una buona notizia.
In realtà però non posso farlo. Già perché... teniamomi forte... HO FINITO IL MIO LIBRO!
Lo so, lo so, alcuni di voi ne erano già al corrente. Ma dovevo dare la notizia anche qui. Ho finito il mio libro. Del tutto, intendo (anche la correzione che mi è costata quasi un anno di lavoro, maledetta scuola!). La buona notizia è che entro la fine della prossima settimana dovrei essere riuscita a contattare almeno una decina di case editrici... e vi dirò: ho una buona sensazione a riguardo! Non so come mai ma, almeno sotto questo aspetto, sono piena di ottimismo! A dire il vero mi preoccupo solo per quelle case editrici che hanno richiesto l'intero manoscritto... davvero vogliono farsi spedire un pacco da 3 quintali? Mmm... peggio per loro.
Per il resto, tutto procede monotono. Ultimamente poi fa un caldo... colpa dell'anticiclone mio omonimo, che se ne andrà dall'Italia esattamente il giorno 25, quando cioè io partirò per il mare. Dite che prenderò l'acqua?   Io dico di sì. Sono anche in tenda, quindi ci sarà da divertirsi!
Per il secondo video, invece, dovrete aspettare ancora pochino: quell'incompetente di Pinnacle Studio non mi aveva salvato il progetto (sì, capitano tutte a me) ma ora ho rimediato e devo giusto adesso iniziare il caricamento.
Quindi che dire... tutto procede! E io sono felice di questo.
Ciao ciao, ci si vede alla prossima lezione!

domenica 22 luglio 2012

Imbianchiamo e riordiniamo!

Dopo ben due lezioni ho deciso di prendermi una pausa con un bel post personale!
Allora, innanzitutto qualche aggiornamento: vi ricordate i video che vi avevo promesso? Io sì, e sebbene sia un po' in ritardo sulla tabella di marcia, vi annuncio solo che tra poco (se youtube si degnerà di ascoltare le mie preghiere) arriverà il primo. No, non è né una recensione né una lezione, è personale. Ma secondo me è comunque simpatico, quindi appena sarà pronto ve lo collegherò! Inoltre, ieri ho mezzo-girato una recensione. Dico "mezzo" perché non avevo il cavalletto, e quindi non ho potuto usare la mia videocamera. Ho usato invece la webcam, che come risoluzione lascia molto a desiderare... era solo una prova, diciamo. Ma è venuta così bene e ne sono rimasta talmente soddisfatta, che oggi o domani rigirerò il tutto in HD. E quello sarà il secondo video che caricherò, per voi il primo importante. Che ne dite?
Volete un piccolo spoiler? Va bene: posso dirvi che la prima recensione riguarda uno dei libri, secondo me, più brutti della storia! Quindi tenetevi forte, perché secondo me farete delle risate!
Comunque, non è che sia completamente dedita al "pigrare" in questi giorni: c'è un motivo se i video tardano (e, soprattutto, tarda anche la correzione degli ultimi capitoli del mio libro). Infatti sono impegnata ad imbiancare il mio secondo appartamento, ad arredarlo con mobili vecchi e orribili presi dai cassonetti o da chi svuota la propria cantina e li regala in giro. Non solo: sto pure riordinando tutta la mansarda di casa, ri-arredando pure lei. Ho in programma di fare una specie di salottino con TV e ps2... ma vedrete, se la cosa verrà come dico io farò sicuramente qualche foto.
Ciao ciao, ci si vede prestissimo! Ve lo prometto! Ora il mio ostacolo più grande è la connessione lenta di internet che non mi fa caricare i video. Ma risolverò!

giovedì 5 luglio 2012

Misty Mountains

Un'altra mia passione è il cinema. Già. Non l'ho mai detto? Beh, fatto sta che sono una delle poche persone che, quando va a vedere un film, non si interessa solo alla trama, ma coglie anche le sfumature della sceneggiatura, della regia, della recitazione... e soprattutto del commento musicale! Ritengo che un film con una bella colonna sonora non potrà mai essere del tutto da buttare, anche se fosse la più orrenda pellicola di sempre.
Io, dal canto mio, sto attendendo un evento. Qualcosa che i Tolkieniani come me attendono da più di dieci anni... l'uscita de "lo Hobbit". Vi dirò: da principio non ero molto entusiasta. Pensavo che sarebbe stato un spreco di soldi, tempo e risorse, tanto non sarebbe MAI stato più bello della trilogia de "il Signore degli Anelli" (avendo letto tutti i libri, ero perfettamente consapevole che "lo Hobbit" è più una storia secondaria, non certo il masterpiece). Poi, però, ho visto il trailer. E ho sentito la canzone dei nani. Mi sono cadute le braccia, poi la mandibola, e si è srotolata tutta la lingua. Per ricompormi ci ho impiegato parecchio.
Ed ora... bene, anche se sono sicura che "il Signore degli Anelli" sarà sempre e solo l'unico, sono curiosissima di vedere come hanno reso questo prequel. Se saranno particolareggiati e minuziosi come nella trilogia, se rispetteranno la trama, se l'atmosfera sarà la stessa che si respirava allora... insomma, sono molto curiosa. Troppo. Spero che Jackson non mi deluda proprio stavolta. Peter, te lo dico direttamente: STA ATTENTO!!! Questo non è un film che puoi permetterti di sbagliare. Quindi meditalo come si deve!
Bene, speriamo abbia sentito. Intanto vi lascio con il trailer da brividi e la canzone "Misty Mountains" (le Montagne Nebbiose). E' o no qualcosa di EPICO?








venerdì 29 giugno 2012

Lezione 14 - La spannung

Rieccomi, finalmente! Sì, stavolta è davvero finita. Finita. FINITA. F I N I T A!!!!!!!!
Si vede che sono felice? Eh, direi proprio di sì. Più o meno potremmo dire che mi sento così:


Che liberazione! Adesso aspettiamo di vedere i risultati, ma per ora mi godo l'attimo.
Ora dunque, finalmente possiamo iniziare con la VERA lezione. Quella che interessa a voi.
Dunque, oggi si parla di spannung. La spannung è il punto di massima tensione nel libro, ma si può individuare anche nei film. Quel punto in cui TUTTO va male, ma proprio tutto, ma alla fine interviene un personaggio o un evento a cambiare il corso delle cose. Prendiamo ad esempio Avatar, il film di Cameron: lì la spannung generale si ha quando (non leggete oltre se non volete spoiler) muoiono molti dei personaggi principali, durante la battaglia. Poi interviene il protagonista che, con varie idee e dimostrazioni di coraggio, lotta e infine vince sull'antagonista. Insomma, la spannung è quel momento in cui il lettore/spettatore arriva a pensare che non ci sia più nulla da fare. 
Lo stesso discorso vale per i libri. C'è sempre un momento di spannung generale. Anche nei libri più orrendi, c'è. Ed è importante individuarlo nel proprio lavoro in modo da dare la giusta intensità e drammaticità a quel momento. Se ad esempio è troppo breve, il lettore verrà sballottato da una situazione ad un'altra mediante un repentino colpo di scena, e alla fine ne uscirà insoddisfatto, come se non avesse avuto il tempo di accorgersi di cosa stava accadendo. Mentre, se è troppo lento, il lettore ad un certo punto di deprimerà a tal punto da perdere le speranze e (è possibile, sì) abbandonare il libro. NO BUONO!
Quindi, lezione di oggi: la spannung, ma potremmo far valere lo stesso discorso per tutti i momenti di tensione, va pensata e misurata. Né troppo veloce, né troppo lenta. 
Lo so, è difficile dare un metro unico di giudizio. Ma ognuno ha il suo lavoro personale e non si può stilare una regola generale per tutti. Ma, come dico sempre, noi stessi siamo il miglior metro di giudizio. Quindi rileggete la vostra "scena in tensione". Vi piace? Allora è molto probabile che vada bene. In fondo uno scrittore sa sempre cosa è bene e cosa è male per la sua opera, se davvero la conosce. 


giovedì 28 giugno 2012

Aggiornamento - Non è ancora finita, ma...

...Ma non ho voglia di studiare. Sì. Questa è la pura verità. Sapete quel genere di menefreghismo che ti fa dire "non me ne importa proprio un ca**o!" a tutto ciò che ti capita di dover commentare... a parte agli europei di calcio, ovviamente. Sì, ecco, sono immersa in questo stato. Domani ho l'orale e l'unica cosa a cui penso davvero è che stasera ci sarà Italia-Germania. Sono spacciata secondo voi? Sì, decisamente. E continua a non importarmene proprio un ca**o.
Cavolo... divento volgare quando sono stressata. Devo calmarmi.

Ora, passiamo alle buone notizie! Dato che da domani sarò libera, ho intenzione di tempestarvi da subito con un'altra lezioncina. Inoltre, ecco un piccolo aggiornamento: stavo pensando, grazie anche all'aiuto di Moroso, di utilizzare BENE il mio canale su YouTube. Per scopi utili, diciamo. E di collegarlo, magari, a questo Blog... ok, ancora non so che genere di video farò. Pensavo a recensioni di libri/film. Oppure rifare le lezioni di scrittura raccontate a voce. Ma questo ancora non è sicuro. Niente è ancora sicuro. So solo che la voglia di fare qualcosa di non inerente alla scuola è tanta, e devo impegnarla in qualche modo. Quindi... non so che dirvi, se la cosa andrà in porto ve lo farò sapere. Anzi, ditemi voi: faccio bene o è un'idea idiota?

Ciao ciao, ci si scrive più vecchi!
Ah, e ovviamente... FORZA AZZURRI!!!!!

sabato 9 giugno 2012

La terra trema, ma... ci si riprende

Salve a tutti. Avrei voluto scrivere questo post lunedì, in occasione del lutto nazionale per i terremotati in Emilia, tra i quali tra l'altro ci sono tanti miei amici e parenti. Non avendolo potuto fare, vorrei esprimere ora la mia solidarietà, anche se purtroppo possono sembrare solo parole, soprattutto perché il disastro è a me così vicino da farmi rabbrividire. Anche io ho sentito la terra tremare, anche io sono stata evacuata dalla mia scuola... quindi posso solo vagamente immaginare quanto possa essere orrenda questa situazione per chi ha perso tutto, casa, lavoro, magari anche famigliari... sono, anzi, siamo tutti con voi.

A proposito, pur non essendo a grave rischio crolli, la mia scuola è stata chiusa con una settimana in anticipo. Il che sta a significare che io non avrò mai il mio ultimo "ultimo giorno di scuola". Ho una nostalgia in corpo che non vi immaginate neanche. E la maturità si avvicina, inesorabilmente.
Almeno, e questo posso dirlo per dare spazio a qualche bella notizia, l'Ispirazione pare essersi infatuata di me, e non mi lascia andare nemmeno un secondo. Il che mi fa scrivere stralci che trovo stupendi, oltre che a farmi venire in mente le nuove lezioni da scrivere su questo blog.
Inoltre, l'amore non si è assopito, nonostante pochi giorni fa io e Moroso abbiamo festeggiato i due anni di "ragazzamento". Chi l'avrebbe mai detto?
In conclusione... beh, questo pare essere un momento di vita parecchio movimentato. Ma sembra stia procedendo verso la giusta direzione, finalmente, dopo tante settimane di totale depressione. Quindi sono contenta così. Anzi, auguro a tutti coloro che ora si trovano in una situazione difficile una buona fortuna. Non vi arrendete mai! Continuate a lottare!

domenica 20 maggio 2012

La maturità si avvicina... insieme ad un altro post poco allegro

Che brutto pensiero! Così brutto che non ci dormo la notte. Un po' perché per queste cose sono una persona apprensiva, un po' perché chi dovrebbe incoraggiarmi (prof in primis) sembra denigrarmi ogni secondo, disprezzarmi come si disprezza un insetto spiaccicato sul parabrezza. Ed ecco spiegato il motivo per cui i miei post si sono notevolmente ridotti, sia in numero, sia in qualità: non ho più tempo. Ma pazientate: manca poco, pochissimo, e sarò di nuovo libera. Non abbandonerò il Blog.
Intanto, però, altre cose minano il mio di per sé fragile animo: l'attentato a Brindisi mi ha sconvolta. Più di tutte le altre notizie di cronaca che riportano giovani perdite. Forse perché le vittime erano tutte mie quasi coetanee, o forse perché sono state colpite in un momento così quotidiano, e in modo così crudele. Sono quelle cose che ti smuovono qualcosa dentro e che ti fanno pensare che basta così poco, così poco per non esistere più...
Mi sento male, come fossi stata colpita in prima persona da quella tragedia. E attribuisco la colpa di questo al fatto che, appunto, possa immedesimarmi troppo nelle vittime. Troppo simili a me.
Che fare? Niente. Aspettare. Aspettare e sperare che il responsabile venga catturato. E auspicare per lui il peggio.
Che brutto modo di concludere la mia esperienza scolastica, ragazzi. Vivere il mio ultimo anno assillata da chi odio e circondata da tante brutte notizie. Vivere questi ultimi mesi talmente presa, talmente triste, che non riesco nemmeno a godermi il crescente - perchè lo sento, da qualche parte - senso di nostalgia per una parte di consistente parte di vita che sta per concludersi. E, anzi, soffermarsi a pensare che le vittime di brindisi questa nostalgia non potranno mai provarla.
Mah! Non so più che pensare! Speriamo solo che questo periodo si concluda in fretta, e che presto io possa riprendere a respirare.
Vi saluto, amici.

giovedì 12 aprile 2012

Post del tutto inutile... ma forse neanche tanto.

Salve a tutti, amati lettori. Spero abbiate passato una buona Pasqua... e possibilmente senza uccisioni di conigli di cioccolato, in quanto, dovete sapere, sono fondatrice dell'associazione no-profit Pro.Co.Ciock. (Protezione Conigli di Cioccolato). Se volete tesserarvi, non dovete fare altro che chiedere, oppure cercate l'associazione su facebook.
Ora, a parte gli scherzi, mi dispiaccio di non essermi fatta sentire per un po'... ma sapete, le vacanze me le sono prese anche io, e ho messo da parte internet per qualche giorno. Vi farà piacere sapere che ho aperto il pc solo per scrivere, dato che questo, per mia fortuna, è un periodo ispiratissimo! E se non vi fa piacere... amen, me ne farò una ragione.
Il giorno di Pasqua ho fatto un giro nei pressi di Bobbio, nel Piacentino. Posto carino, devo dire, calmo e accogliente, con delle belle colline. I miei zii hanno una casa lì, quindi ho passato la domenica immersa nel verde (come se a casa mia non ce ne fosse abbastanza), in compagnia di parenti e cani di ogni razza e taglia.
A proposito di cani... non ho mai dato il benvenuto ufficiale al mio nuovo piccolo Golden Retriever pestifero: Artù, soprannominato Teppista Tappo. Usate la vostra immaginazione per capire il significato di quest'ultimo appellativo; sappiate solo che la carta igienica sparsa per tutta casa è uno dei motivi che mi ha indotto a descriverlo così, e anche i calzini scomparsi misteriosamente c'entrano qualcosa.
Benvenuti anche a Tino e Leo, i due nuovi barboncini cuccioli (minuscoli è un eufemismo) dei miei zii.
E benvenuta anche alla mia patente, al sicuro nel mio portafoglio, nuova di zecca. Mi aspetto applausi da tutti voi per aver superato anche questo!
E sì, sono andata a vedere Titanic in 3D. Problemi?
E mi sono messa ad armeggiare con la borsa mondiale per sbarcare il lunario.
E...
Ok, direi che per ora è meglio finirla.
Che altro dire? Questo è un post del tutto inutile, e per far sì che rimanga tale mi devo assolutamente astenere dal dare informazioni che possano anche solo lontanamente aiutarvi in qualcosa. Quindi... ADIOS!!!


AH, NO!!! Pensavate di schivarvela?
Già, perché anche se questa non è una lezione, vorrei cercare di trasmettervi qualcosa. Qualcosa che io sento veramente e che, con la Pasqua, si è fatta ancor più sentire, ovvero i diritti per gli animali.
Avrete sicuramente sentito parlare di Green Hill, dello scandalo che ne è seguito e tutto il resto. Dovete sapere che dietro a tutto questo c'è anche l'apposita associazione, la LAV (Lega Anti-Vivisezione). Stanno facendo firmare in tutta italia petizioni per far sì che su tutto il territorio nazionale le sperimentazioni animali, soprattutto di creme e cosmetici vari, siano abolite. E direi che sarebbe anche ora!
Non pretendono soldi (offerta del tutto libera, e a volte anche "divertente": io ho comprato l'uovo di cioccolato). Non pretendono nemmeno che ci si iscriva all'associazione. Basta solo la vostra firma.
Credo che ci siano tante cose per cui si dovrebbe lottare, al mondo. I bambini del Terzo Mondo, le malattie... cerco di aiutare tutti, saltuariamente, nonostante l'economia famigliare remi contro. Ma so che non si può fare tutto, e io ho scelto la mia causa, che non è meno importante, perché di esseri viventi stiamo parlando, e tra l'altro molto più indifesi di qualsiasi umano.
Non sono vegetariana, e non posso definirmi certo "animalista" nel vero senso della parola. Sono solo una persona che ama gli animali, che è contro la fabbricazione di pellicce, e che crede che nessun essere vivente, nemmeno una mosca, debba mai essere utilizzato per scopi tanto assurdi come la sperimentazione di trucchi e creme, con sua infinita sofferenza e, spesso, anche morte.
Quindi vi invito, se volete, ad apporre una firmetta e a sostenere questa causa. Gli amici pelosi, e tutti i Beagle di quell'inferno di Green Hill ve ne saranno grati!

giovedì 22 marzo 2012

Ciao ciao, Tobi

Maledettissimo marzo. Non si è accontentato di avermi mandato nel baratro con i risultati scolastici e avermi tolto la mia Cesarina. No, non gli batava. Ha dovuto togliermi anche la creatura che amavo di più, il mio amato cagnolone Tobi. Era un bellissimo Golden Retriever, non più giovanissimo ormai, che è stato portato via da un arresto cardiaco.
Che dire? E' tutto il giorno che piango. Ora che ho esaurito le lacrime, ho ripreso possesso quel poco di lucidità che serve a battere su di una tastiera. Mi sembrava ingiusto non ricordarlo anche sul mio blog, lui, quello che ho amato dal primo momento che ho visto.

La prima volta che l'ho visto era a casa dei miei zii, a Milano. Dovete sapere che loro sono grandi amanti degli animali, e appena ne trovano uno che ha dei problemi lo prendono a casa loro, tentando di farlo adottare o aiutandolo in prima persona. In questo caso, Tobi era un cane già di 8 anni, che la sua famiglia non poteva più tenere (dopo averlo segregato da solo in un capannone per tutta la vita, ricordiamolo). Ebbene, è stato un colpo di fulmine. Me ne sono innamorata, e lui si è innamorato di me. Ho insistito così tanto con tutta la mia famiglia che alla fine l'abbiamo preso con noi. Non mi sembrava vero.
E' stato con noi relativamente poco, solo 3 anni, in effetti. Ma si è fatto talmente amare, è stato così bravo, che mi pareva di conoscerlo da sempre. Era perfetto, l'unico rimpianto era non averlo conosciuto prima.
Mi ricordo le lunghe passeggiate con lui, oppure quando ululava perché voleva andare in giro... quando si avvicinava e mi appoggiava il muso sulle gambe implorandomi di fargli una carezza. Quando si sedeva con le orecchie tese, e mi dava la zampa, aspettando un biscotto... lo amavo, davvero, profondamente.
Un mese fa purtroppo ha cominciato ad essere affaticato, e tutti pensavamo fosse un male di stagione, probabilmente dovuto all'età. Ma col tempo non migliorava, e il veterinario, dopo circa tre visite, ha deciso di cominciare una terapia.
Ieri lo abbiamo portato là, in clinica. Avrebbe dovuto stare tutta la notte e tutto il giorno seguente, per continuare le flebo. E io l'ho abbandonato lì a tradimento, mentre mangiava, per fare in modo che non mi seguisse. Certo, prima l'ho salutato... gli ho persino spiegato che non lo stavo abbandonando, che sarei tornata a trovarlo appena uscita da scuola, che era per il suo bene. E lui mi ha capita. Ne sono certa: lui capiva tutto quello che gli dicevo. Ma è stato comunque triste.
Poi, oggi, proprio mentre uscivo da scuola per andarlo a trovare, il telefono è squillato e mi hanno detto che aveva avuto un infarto e che non c'era stato nulla da fare. Ho pianto in mezzo alla strada, senza alcun pudore. Stavo così male che mi sarebbe venuta voglia di attraversare la strada senza guardare.
Alla fine sono riuscita a rimanere in me, almeno in parte. Ho chiesto disperatamente che mi portassero da lui, e l'hanno fatto.
Pensavo che mi sarei impressionata, e invece mi ha fatto quasi bene. Se ne stava lì, bello come sempre, disteso ma non osceno o drammatico. Normale. Sembrava dormisse. E mi è piaciuto vederlo così, mi ha dato l'idea di qualcuno che è morto serenamente.
Mi assicurano che non ha sofferto e mi dicono che probabilmente è stata tutta colpa di un tumore al pancreas.
Sto ancora malissimo, ovviamente. Ma almeno ho ripreso un po' coscienza di me, pensando anche che adesso lui è in un posto molto bello, e quindi non ho nulla di cui preoccuparmi. So che sta bene.
Quindi, Tobi, ti saluto. Tu aspettami. Un giorno, non so quando, arriverò anche io in quel bel posto.
Ciao ciao. Stammi bene, cagnolone!

venerdì 16 marzo 2012

Notizie belle e brutte... vanno sempre insieme

Salve a tutti, gente. Come dice il titolo, questo non è un post allegro. Non del tutto, perlomeno.
La bella notizia infatti, è che sono tornata dal Portogallo. Bellissimo. Vi farò sapere al più presto.
La brutta notizia è che stanotte la mia micetta Cesarina mi ha lasciata. E con lei anche i micetti che, probabilmente, portava in grembo. In realtà non la conoscevo molto bene, era una trovatella che si è presentata davanti a casa mia un paio di mesi fa, e che ho chiamato così perché, in quel momento, stavo ascoltando questa canzone.
Non ho molto altro da dire, purtroppo, non sono in vena. Anche perché l'escursione termica di Lisbona mi ha fatto prendere una bella tonsillite. Quindi ciao a tutti, vi prometto che presto pubblicherò un'altra lezione. E che sarò più allegra, almeno spero.

sabato 3 marzo 2012

La pubblicità percorre anche le vie più subdole.

Credevo di aver toccato il fondo. Pensavo che la spam incessante con cui tempestavo giorno e notte tutti i miei amici fosse davvero il più sleale, falso, basso, ipocrita, depravato, cinico e viscido metodo che potessi architettare, per far pubblicità a questo blog. E invece ho superato perfino me stessa.
Sabato pomeriggio, in compagnia di Moroso. Ci avviamo allegramente verso una agglomerato di simil-società  (dicasi Bologna) per immergerci nel fitto antro della tecnologia: il MediaWord!
Eravamo lì per prendere un regalo ad un'amica. Il piano era semplice: Moroso, in quanto esperto della situazione e madrelingua Informatichese, sarebbe andato a scegliere il prodotto, a rompere le scatole a tutti gli addetti per chiedere informazioni del tutto inutili, e magari anche a pagare. Io invece, con un sorriso smagliante, mi sarei diretta verso l'area libri, la parte più spopolata del negozio. Poi, non trovando libri interessanti, mi sarei diretta baldanzosa verso l'area videogiochi, e avrei sfrattato i bambini rubando loro i joystick di tutte le consolle esistenti e funzionanti. Dopodichè, ultima tappa, mi sarei diretta nell'area dei televisori 3D, avrei inforcato gli occhiali e mi sarei messa a guardare Avatar, al fine del quale avrei sbadigliato, e mi sarei decisa a raggiungere Moroso, per indurlo a smettere di torturare gli addetti e accompagnarmi a comprare qualche vestito, o al bar.
Invece, non è andata così. In realtà avevamo iniziato bene: Moroso aveva giù adocchiato lo scaffale incriminato. Io, invece, mi ero già girata verso destra: in lontananza, quei tre libri, che hanno avuto la sfortuna di essere appioppati ad un negozio di informatica invece che ad una libreria, aspettavano solo me.
Sorrido, ma in quel momento accade l'imprevisto: la mia attenzione viene attratta dagli iPad in esposizione. Mi viene un'idea maligna, allora mi aggrappo al braccio di Moroso.
"Guarda, gli iPad!" gli dico, con un sorriso sadico dipinto in volto.
"Eh. Quindi?" lui sta ancora pensando alle proprietà tecniche di qualche strano aggeggio, e sta già formulando le domande da fare ai commessi. Ma io non mi arrendo:
"Ci si può scrivere sopra quello che si vuole"
"Eh. Lo so"
"Andiamo a farmi pubblicità!"
Non lo lascio nemmeno rispondere, lo tiro di peso. Quando raggiungo gli iPad, apro le "note" del primo. E, senza pudore alcuno, ci scrivo sopra: Visitate il mio blog: Arte parla di Arte!!!
Rido come un genio del male e ordino al mio scagnozzo di fare lo stesso su tutti gli altri apparecchi, anche a costo di uccidere a coltellate chi sbarra la strada. Quando abbiamo finito, ci siamo lasciati alle spalle solo un mucchio di cadaveri e tanti iPad spammati (oltre ad un povero iPad che ha subito l'ira di Moroso, invece che la mia, ed è stato obbligato ad aggiornarsi... è ancora là che lavora, poveraccio)
E pensate che mi sia fermata lì? No, affatto. Ho fatto la stessa operazione su tutti i PC in prova, e anche sui palmari e gli iPhone. Alla fine, ho sospirato fiera, e mi sono fatta i complimenti da sola.
Moroso torna a fraternizzare con i commessi, e io al mio piano originale, continuando a compiacermi da sola. Sorrido ogni volta che vedo che qualcuno si ferma a leggere la mia pubblicità, riduco gli occhi a due fessure quando qualcun'altro osa cancellare ciò che ho scritto. Poi, però, mi dileguo, quando mi accorgo che alcuni addetti all'area si avvicinano agli iPad manomessi e sorridono.
Quindi, se ora siete venuti sul mio blog grazie a quella pubblicità... sappiate solo che mi dichiaro innocente. Non ero in me, la tentazione è stata troppa...





...ma ne è valsa la pena...

venerdì 2 marzo 2012

La frizione maledetta!

Vi siete mai soffermati a pensare quale mistero filosofico si celi dietro una frizione non premuta e una macchina spenta esattamente a metà di un dosso? Immagino di no. Nemmeno io l'avrei fatto, se non mi ci fossi trovata. E invece, uno dei pochi errori della mia prima guida "ufficiale" è stato proprio questo: stupidamente,pretendevo che la macchina si fermasse senza premere la frizione. Vi sembra normale? A me no. E' un errore stupido, eppure ne sono stata in grado.
Questo mi ha fatto seriamente pensare: ma a che cacchio serve la frizione?
No, aspettate, mi sono espressa male... so a cosa serve. Ma, seriamente, a che serve? Perché devo rompermi le scatole a cambiare marcia e a premere quell'accidenti di pedale? Non possono fabbricare macchine tipo go-kart... solo freno e acceleratore. Pensate che bello. Sarebbe tutto così semplice, non servirebbero più nemmeno esami di guida... un sistema a prova di demente. O a prova di Arte, vedetela come vi pare.
Insomma, questa è la mia prossima invenzione. Una delle tante cose per cui diventerò famosa è l'aver inventato una macchina easy-to-use. Che poi c'è già, si chiama auto col cambio automatico. Ma Easy-To-Use fa decisamente molto più figo.
Quindi preparatevi gente: tra qualche anno uscirà sul mercato la nuova Arte ETU. Con gli optional di serie, eh! Inoltre, se non potete pagarla come tutti i comuni mortali, potete collezionare tranquillamente i pezzi che trovate nelle patatine e montarla direttamente a casa vostra!
Che aspettate? Non perdetevela, la nuova Arte ETU!!!! 

giovedì 19 gennaio 2012

Le papere di Bath

Sicuramente è capitato a tutti... di vedere le papere di Bath, intendo? O di essere una papera di Bath? No, no, per carità... volevo dire, sicuramente vi è capitato, almeno una volta nella vita, di trovarvi in uno stato di limitatissime capacità intellettive, oserei dire in stato vegetativo; e, proprio in quel momento, di sentire le porte del vostro cervello aprirsi, illuminando e rinfrescando mente e animo della risoluzione a tutti i vostri problemi. E sicuramente vi sarete sentiti degli emeriti imbecilli: come aveva fatto una soluzione tanto semplice a sfuggirvi per così tanto tempo? E, soprattutto, come ha fatto a venirvi in mente proprio in un momento di tale degrado cerebrale? Evidentemente l'unico neurone che lavorava, lavorava bene. Almeno lui.
Ebbene, questo mi è capitato due anni fa, a Bath, appunto, ridente cittadina inglese, a poche centinaia di chilometri da Londra. Intendiamoci, mi era capitato altre volte; ma mai in maniera così improvvisa, e mai in una situazione così... non saprei come altro definirla, se non assurda.
Ebbene, dicevo, mi trovavo in Bath. Luglio. Giornata soleggiata, stranamente, anche se tirava una brezza un po' troppo eccessiva, fastidiosa... più o meno della temperatura da cui si viene investiti quando si apre il frigorifero. A Luglio. Già. Ma almeno non pioveva.
Me ne stavo tranquillamente seduta su una panchina, di fronte al laghetto, quello al centro dell'enorme terreno posseduto dalla University of Bath. Ero con due mie amiche, si era appena finito di discorrere di letteratura, filosofia, scrittura. Almeno una decina di minuti prima, però, il discorso era deviato in tutt'altro, facendosi anche decisamente meno acculturato. E, parlando, guardavo le papere nel laghetto.
Un momento di silenzio. Cervello in panne. Le palle degli occhi seguivano ancora le papere, sì, ma giusto per inerzia, senza un reale controllo. E in quel momento, BANG. E' stato come se mi avessero infilato il cervello in quell'istante, premendo il tasto "on". Tutto è apparso così, all'improvviso: il finale e il titolo del mio libro. Cose a cui pensavo da mesi, se non anni. Ed era tutto così mortalmente semplice che la prima cosa che mi sono chiesta è stata appunto: "ma come accidenti ho fatto a non pensarci prima?"
Sì, proprio come in quei film Americani in cui il protagonista, invischiato in un problema di sicurezza nazionale/mondiale/universale,  verso i 3/4 della pellicola ha il grande colpo di genio, che poi risolverà tutto il problema.
L'unica differenza è che in quei film di solito è qualcun'altro che dà l'idea al protagonista. Magari un interlocutore che, per caso, pronuncia proprio la parola che serviva, sentendosi poi dire, apparentemente senza motivo, "sei un fottutissimo genio!" dal protagonista stesso; il quale parte di corsa a preparare chissà quale congegno salva-umanità, mentre lo sventurato interlocutore chiede spiegazioni, invano.
Io, invece, ho avuto l'ispirazione dell'ultimo minuto da delle papere, intente semplicemente a starnazzare e ad abbuffarsi senza pudore del pane buttatogli in acqua da qualche misericordiosa signora d'alta classe inglese.
Dopo un primo momento di inquietudine, in cui ero semplicemente intenta a chiedermi cosa avessero quelle papere di così magico, ovviamente mi sono messa a scrivere su tutto ciò che mi capitava a tiro, persino i palmi delle mani. E tutto così velocemente, nella paura di avere un improvviso colpo di amnesia che mi portasse via l'idea, così come era venuta, da mandare quasi in cancrena le dita, e da farmi riaffiorare il callo del liceale, ormai assopito da quasi due mesi, in meno di 5 minuti.
Quanto ho ringraziato quelle papere! Avrei voluto raccoglierle tutte, grandi e piccine, metterle in valigia e portarle a casa. Tutto ciò che mi ha fermato, ve lo giuro, è stato il pensiero che si sarebbero trovate male da me, non conoscendo la lingua Italiana ed essendo io poco in vena di preparare il tè tutte le sere.

Ecco dimostrato, quindi, come l'ispirazione segua strade all'uomo del tutto sconosciute e imprevedibili. E come anche le papere, nel loro piccolo, siano esseri incredibilmente utili.

mercoledì 4 gennaio 2012

Storia mediocre di un drammatico iter telefonico.

Il titolo chilometrico dovrebbe già mettervi in guardia. Ma ecco che, senza ulteriori esitazioni, andiamo ad iniziare il nostro iter. Tutti pronti? Sappiate che non potrete tornare indietro.

Stamane, alle ore 10.35, si è tenuto un vero e proprio dramma in casa mia. Ma più o meno è un dramma comune, che tutti vivono almeno una volta nella vita. Per questo si intitola "storia mediocre", perché sicuramente molti di voi l'hanno già vissuta.
Dunque, dopo tre giorni di contrattazione per presentare alla segreteria scolastica il preventivo per la gita di maturità, finalmente, ieri sono riuscita a parlare con un irraggiungibile Sig. Preside (da me chiamato Gargamella, a causa di ovvie affinità fisiche). Costui mi ascolta (quasi) con interesse e mi chiede di richiamarlo, oggi, con più informazioni. Mi specifica che è urgente e che NON POSSO MANCARE al nostro appuntamento telefonico. Ringrazio, piena di gioia, credendo di aver raggiunto un bel traguardo.
Successivamente, mi ammazzo di lavoro e spendo l'intera busta paga di mio padre in telefonate. Prima di tutti contatto uno dei professori che, poverino, mentre si decide della nostra gita è a sciare, e scopro che la sua copia del maledetto preventivo è a casa. La quale casa è chiusa e sigillata. E il preventivo mi serve per il giorno dopo. Bene!
Non mi arrendo, contatto un genitore che a sua volta contatta l'agenzia per farci un nuovo preventivo. Nel frattempo, telefono a mezzo mondo per avere anche io il numero dell'agenzia. Non lo trovo, ma per fortuna mi arriva lo stesso per email il suddetto preventivo. Peccato che è un file stranissimo diviso in quattro, e quando tento di aprirlo mi si para davanti una lunghissima scritta in ostrogoto.
Contatto il mio ragazzo, informatico, e gli chiedo di risolvere. Viene a casa, risolve, e io riprendo il mio iter.
Ora ho il preventivo, devo solo informare TUTTA LA CLASSE che sta andando in porto la nostra proposta, ma per fortuna in questo mi aiutano delle vere anime pie e San Facebook.
Finalmente, per quel giorno, ho concluso (salvo un'altra mail che devo inviare e che mi costa altre telefonate, ma nulla di riconducibile a Gargamella o al preventivo).
E ora, comincia la vera tragedia.

Torniamo alle ore 10.35 di stamane. Afferro, decisa, il telefono. Cerco nella lista delle chiamate il numero della segreteria. E infine lo premo. Sì, lo premo: il tasto "call".
Non l'avessi mai fatto! Ancora non sapevo che questo semplice gesto mi avrebbe portato alla follia più assoluta. Per ora, infatti, c'era solo il tut tut del telefono, e poco dopo la risposta automatica. Una vocina femminile mi dice che il personale è al momento occupato, accompagnata da una musichetta di Mozart... o di Beethoven. Insomma, quel genere.
Mentre sto pensando a quale compositore sia, mi risponde una bidella. Scusate, scusate... personale ATA. Adesso si chiamano così, e reputano offensivo il termine "bidello". Chissà poi perché!
"Pronto?"
"Salve, sono la rappresentante della classe 5 A scientifico"
"Che vuole?"
Ha un simpatico accento del sud.
"Devo parlare col preside, mi è stato detto di chiamare oggi"
"Sì, ma perché?"
La storia è lunga. Decido di spiegare, ma di abbreviare. Ciononostante, spreco almeno 3 minuti di chiamata, alla fine dei quali...
"Aspetti, le passo la vicepreside!"
"No, no! A me serve il pres..."
"Pronto?"
Riconosco la voce della vice. Impreco nella mia mente.
"Salve, sono la rappresentante della 5 A scientifico. Devo parlare col preside, mi è stato detto di chiamare oggi"
L'interlocutrice esita, e per un momento guardo lo schermo del telefono per sapere se è caduta la linea. Poi, improvvisamente, torna e quasi mi urla nell'orecchio:
"Ma... al momento... perché non dici a me?"
Già il fatto che mi da del tu un po' mi altera, ma ingoio il rospo. Ricomincio la mia spiegazione.
"La mia classe bla bla bla... il preventivo bla bla bla... riunione bla bla bla...  - dopo due ore di monolgo - Ha capito?"
La donna esita ancora, io mi preoccupo seriamente per i suoi collegamenti neurali.
"Ma io... di queste cose non so..."
"Mi scusi, ma lei è la vicepreside, no? Dovrebbe saperlo. In ogni caso, si può parlare con il preside o no?"
"Ma, al momento... le passo la Signora Claudia!"
NO! LA SIGNORA CLAUDIA NO!
Ora, voi non sapete chi sia, ma vi assicuro che è una persona molto irritante. Parlare con lei significa iniziare una guerra nucleare. E' acida quanto un limone marcio, ed è dir poco. Io, purtroppo, ho dovuto rapportarmi con lei in più di un'occasione e, unendo il suo atteggiamento insopportabile e la mia smodata irascibilità, abbiamo sempre dato vita a grandi diverbi. Ma ormai è troppo tardi per rimediare:
"Pronto!"
Col timpano ormai perduto, chiedo, affranta:
"La Signora Claudia?"
E il bello è che sembra non avere un cognome nè un ruolo in questa scuola, la Signora Claudia. Boh.
"Sì? Che c'è?"
La solita voce irritante. E io metto in scena il solito discorso precotto. Tanto ormai la busta paga è andata a signorine, posso permettermi di ripetere tutto d'accapo.
"Salve sono la rappresentante bla bla bla... preventivo bla bla bla... però devo parlare col preside, è inutile che continuate a giocare a scarica barile!"
"Io non so niente e adesso il preside non c'è! Vieni tu di persona lunedì! C'era proprio bisogno di chiamare oggi?"
"E' stato lui a dirmi di chiamare oggi, mica me lo sono inventato"
"Sicuramente ti stai sbagliando!"
Ormai mi esce il fumo dalle orecchie.
"No, non mi sto sbagliando, non sono così imbecille!"
"Non può averti detto di chiamare oggi perché il mercoledì è il suo giorno libero!"
Ma allora... ci sono o ci fanno? Rimango silenziosamente esterrefatta.
"Va bene - cerco di trattenere la rabbia - va bene. Allora arrivederci!"
"Eh, ciao!"
Riattacco, quasi spaccando il tastino di "termina chiamata".
"MA CIAO A TUA SORELLA!" grido.
Ciò che segue ve lo risparmio: mia madre entra in camera e mi chiede se sto bene, la rassicuro, poi comincio a informare la classe a proposito dell'incompetenza di quelli che dovrebbero essere i nostri insegnanti. E vi risparmio anche tutte le motivazioni che hanno fatto quasi saltare la nostra gita di maturità, ma vi garantisco che sono tutte dovute alla poca organizzazione del personale scolastico.
Ma allora mi chiedo: al posto di spendere soldi e impegnarsi per le musichette di attesa telefonica, perché diamine non assumete persone con tutte le rotelle a posto?
Vabbè, dopo questo piccolo racconto, dopo essere stata piantata dal Gargamella in persona, e dopo la mia piccola imprecazione contro la scuola pubblica italiana, mi ritiro. E lo faccio con un esito finale: 156 minuti di chiamata in 48 misere ore.
Tanto pago io.

martedì 3 gennaio 2012

Il sonno porta consiglio.

Già. Un proverbio che merita di essere ricordato. Perché posso giurarlo: per me è così davvero! E, da ciò che ho potuto sentire, lo è anche per molti altri scrittori. Allora mi sono chiesta il motivo: perché le idee mi vengono tutte di notte? Di solito prima di addormentarmi, quando sono sommersa sotto 10 quintali di piumone e il cervello vaga senza ordine.
Ah, quanto amo la dormiveglia! Sono quei momenti in cui sei ancora abbastanza cosciente da dare giudizi semi-razionali, ma ti ritrovi anche abbastanza addormentato da non avere alcun tabù, alcuna restrizione a proposito di quello che ti salta in mente. I pensieri sono così liberi che ti possono venire idee geniali, assurde, pazzesche e brillanti tutte in una volta sola. Sono quei momenti in cui parli sinceramente con te stesso, in cui ricordi la giornata e la mescoli con la fantasia. E non hai bisogno di punirti se, per caso, pensi a qualcosa che da sveglio non avresti mai potuto nemmeno lontanamente immaginare.
Beh, a me in quei momenti vengono molte delle mie idee. Il problema poi è ricordarsele la mattina seguente e, soprattutto, riordinarle, eliminando ciò che è decisamente poco consono e tenendo ciò che ha un potenziale.
Comunque non parlo solo della dormiveglia. Parlo anche di quando si è svegli normalmente, di notte, e si è davanti al pc, come ora nel mio caso. Le idee sono più spontanee, davvero, e a questo non ho ancora saputo dare una spiegazione. Forse perché è pressoché l'unico momento della giornata in cui ci ritroviamo da soli, senza nessuno che ci interrompa, senza il lavoro a cui pensare? O forse perché abbiamo talmente impegnato il cervello durante la giornata, che ora è esso stesso ad "obbligarsi" ad evadere, per avere una meritata pausa?
Mah, non lo so per certo. Quello che so è che, se fosse per me, io dedicherei una parte delle ore serali alla scrittura. Peccato che spesso, troppo spesso, il sonno abbia la meglio.

lunedì 2 gennaio 2012

Il mio nuovo blog!

Salve, lettori! Finalmente ho preso la mia decisione: ho creato il mio tanto agognato blog. E l'ho fatto principalmente per tre semplicissimi motivi:

  1. Attraverso un periodo difficile e di scarsa ispirazione. Spero che tenere in allenamento la mia scrittura mediante un blog da aggiornare sia un buon metodo per non rimanere del tutto inerme e statica, in questi tempi impegnativi che mi privano del tempo libero.
  2. Filantropia: voglio rendere partecipi tutti delle soluzioni stilistiche che ho trovato per risolvere certe "gatte da pelare" tipiche di chi scrive. Quindi mi rendo disponibile a dare consigli, a risolvere domande, sia di natura tecnica che d'opinione. 
  3. Cercare di farmi notare. Ebbene sì, mi darete dell'egoista... d'accordo, allora sono egoista. Ma la "fama" passa anche per queste vie e, caso mai dovessi riuscire ad essere pubblicata, non si sa mai che qualcuno di voi possa ricavarne qualche utile consiglio!
Che dire? Posso presentarmi, forse... Dunque, sul web sono conosciuta come Arte, da qui il titolo del blog, ma il mio vero nome è Giulia. Sono molto, probabilmente troppo giovane: mi rendo conto che a soli 18 anni ho ancora molto da imparare. Ma sono anche una persona che sa riconoscere i propri punti deboli e i propri cavalli di battaglia: ebbene, la scrittura è il mio cavallo di battaglia. Ne sono sicura. 
Con questo non dico affatto di non fare errori: magari fosse così! Ho molto da migliorarmi, certamente, e forse questo blog sarà anche un buon strumento, per questo fine. Ma il mio impegno è costante, e di questo sono fiera.
Nel mio tempo libero amo leggere, tutti i generi, ovviamente scrivere, uscire con gli amici... le solite cose, insomma. E sì, ho scritto un libro. Fantasy, per la precisione. Ebbene, non fatevi ingannare: a dire la verità amo tutti i generi e scrivo di tutto. Ho scritto per primo un fantasy semplicemente perché la storia mi aveva appassionato e perché, con tutta probabilità, a quel livello di cultura e capacità e, soprattutto, vista la mia giovane età, era il genere che più mi calzava. Detto ciò, non aspettatevi il SOLITO fantasy, perché a me, come imparerete presto, piace molto trasmettere morali e analizzare la psicologia dei personaggi in maniera approfondita e precisa. Niente magia, niente imprese irrealizzabili: tutto è all'insegna della verosimiglianza (sia lode a Manzoni). E, soprattutto, chi lo dice che alla fine il "KaTtiVo KattIViSsImO" deve per forza perdere?
Insomma, come ormai avrete capito, sono una persona coi piedi per terra. E quindi amo i fantasy e i libri in generale, con i piedi per terra. Troppo razionale, forse? Possibile. Ma io mi piaccio così. 
Che dire ancora? Spero che questo blog possa interessarvi e spero, davvero, di poter essere utile a qualcuno (a questo scopo lascio anche la mia email privata).
Semper fidelis.