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mercoledì 2 gennaio 2013

Buon Anno, buon compleanno, altre scuse e Lo Hobbit

Salve gente! E BUON ANNO A TUTTI!!!!
Oggi è il 2 gennaio, e Arte parla di Arte compie 1 anno! Volete cantare tanti auguri?
Io intanto festeggio con un nuovo articolo. Non è una lezione. Quella la sto ancora elaborando. Per ora accontentatevi della promessa di un video post-primo-esame-universitario. A metà gennaio. Lo so, sono assenteista, ma se sapeste come sono messa con l'università mi capireste, credetemi.
Questo post però non può parlare solo di questo. Per intrattenervi un po' oggi ho deciso di fare una mini-recensione. Anche perché è una questione che mi preme, potremmo dire.
ma ora basta convenevoli, passiamo al sodo: ho visto Lo Hobbit. E le mie opinioni a riguardo sono abbastanza discordanti. Non ho ancora capito se mi è piaciuto o no. Anzi, diciamo, come opinione generale, che sì, mi è piaciuto, ma non in funzione della precedente trilogia Il Signore degli Anelli. Sarebbe stato bello come film a sé. Ma aveva altri kolossal alle spalle, e avrebbe dovuto tenerne conto, per ricreare la stessa atmosfera.
Anzi, già che ci sono facciamo un piccolo sunto delle cose che non mi sono piaciute, e delle cose invece che mi sono piaciute molto. Cominciamo in negativo:

  •  E' stata usata la computer grafica per TUTTO! Ne "Il Signore degli Anelli" almeno i nemici più vicini ai protagonisti erano veri, e si vedeva. Così come i combattimenti a cavallo: si prendevano dei veri cavalieri e si mettevano in scena. Si prendevano dei veri attori, gli si deturpava la faccia, e si facevano gli orchi. Per questo era bello! Già all'inizio del nuovo millennio si usava fin troppo la computer grafica, ma Il Signore degli Anelli non era così, per questo piaceva! La maggior parte delle cose che si potevano vedere erano VERE. i villaggi erano VERI, i paesaggi, i personaggi... si usava la grafica digitale solo dove era palesemente necessario. per questo era bello, per questo lo spettatore si sentiva rapito! Perché era tutto VERO! Ora, io posso capire che la computer grafica abbia fatto passi da gigante, e che costi infinitamente di più usare degli attori, però... se non avevate i soldi per fare come ne "Il Signore degli Anelli", NON FATELO! Semplice! La gente si accorge di questi cambiamenti!
  • Ad un certo punto hanno usato come setting la stessa valle che si vede ne "Le Due Torri" (quella con l'erba gialla e dei massi giganteschi sparpagliati un po' ovunque, dove Aragorn, Legolas e Gimli incontrano Eomer e i Rohirrim). E fin qui non ci sarebbe niente di male. Solo che due secondi dopo averla attraversata, Bilbo e i nani si ritrovano a.... GRAN BURRONE! E tu che conosci un po' di geografia Tolkieniana pensi: ma che accidenti c'era in mezzo, lo Stargate??? In ISDA quel setting apparteneva alla zona sud-ovest della Terra di Mezzo, ne Lo Hobbit invece sta vicino a Gran Burrone, che è a nord-est! Dalla parte opposta! E allora io mi chiedo, ma dovevate usare proprio quella valle? PERCHE'? Posso quasi riconoscere gli stessi sassi. La Nuova Zelanda è grande, santo cielo, perché non avete scelto un altro posto? 
  • Un'altra cosa secondo me brutta è stata la "psicologia" dei nemici. In ISDA erano cazzuti, passatemi il termine. Ricordate l'orco con mezzo cervello umano cucito sulla spalla che fa da generale d'attacco a Minas Thirit? In particolare, la scena in cui dalla città gli catapultano addosso un masso da 10 quintali, lui si sposta solo di mezzo millimetro e poi sputa con rabbia sul masso appena caduto... ecco questi sono i nemici che ci ricordiamo. Ne Lo Hobbit hanno avuto un'involuzione. Non solo sono stupidi (si salva solo il gigante bianco, per chi ha visto il film), ma sono anche grotteschi! Perché, ad esempio, i Goblin sono ROSA? PERCHE'? Sembrano Eterocefali Glabri! In ISDA erano verdognoli, adunchi e bavosi. In pratica erano l'opposto.
  • Elrond, uno dei personaggi storici, secondo me è stato un po' storpiato. Fisicamente è lui, l'attore è lo stesso etc. Ma sorride tantissimo! Elrond era un po' burbero, sempre serio. L'unico accenno di sorriso che fa è quando dice "Voi siete la Compagnia dell'Anello!" e poi basta. Qui è euforico!
  • All'inizio del film, quando viene spiegata la storia di Smaug il Drago, viene mostrata una città di cui sinceramente non ricordo il nome... e anche se appare in sì e no in due scene, si vede benissimo che è costruita su una cultura RINASCIMENTALE! E di nuovo, perché? Tutti sanno che la Terra di Mezzo è basata sul medioevo, perché hanno voluto mettere una città dall'aspetto palesemente più recente?
  • Alcune cose cambiano aspetto da ISDA a Lo Hobbit. Si vedano appunto i Goblin, di cui sopra. Ma anche i Mannari, che in ISDA erano più simili ad un incrocio tra un boxer e una iena... qui sono hanno più le fattezze di un lupo: più snelli, zampe proporzionate, pelo ordinato, denti ben fatti... belli ma niente a che vedere con i nostri buoni vecchi Mannari Ienosi.
  • Tre capitoli. E di nuovo: perché? In ISDA erano praticamente d'obbligo, era un romanzo lunghissimo e stra-dettagliato. Ma Lo Hobbit non è affatto così! 400 pagine in media, se va bene. Molti meno dettagli rispetto a ISDA e soprattutto, meno eventi! Come possono pretendere di farci saltare fuori tre film da tre ore l'uno? E' impossibile
  • Gli Stregoni. OH MIO DIO. Cosa non sono gli stregoni! Qui in realtà non è "colpa" del film. E' proprio la storia de Lo Hobbit ad essere infinitamente diversa rispetto ad ISDA. Infinitamente più infantile e infinitamente più... stupida. Con questo non voglio dire che è brutta, ma è proprio un'altra cosa! Se ISDA è da adulti e, se posso dirlo, anche abbastanza violento, Lo Hobbit è partito come romanzo per ragazzi, ed è normale che sia meno serio di ISDA. Però... alcune cose mi hanno davvero rovinato la trilogia originale. Si veda, appunto, lo Stregone Bruno. Dovete sapere che in ISDA vengono mostrati solo due stregoni, entrambi molto saggi, anziani, e con personalità profonda: Gandalf e Saruman. Quindi lo spettatore s'è fatto una certa idea di come sono gli Stregoni. Però ne Lo Hobbit inseriscono questo Stregone Bruno che sembra un personaggio da film di Natale serie Z. Oltre che ad essere pazzo, ha anche un'enorme cacca di piccione in testa. Questo dovrebbe bastarvi. Ora voi mi dite: ma è la storia ad essere così, quel personaggio è quello descritto da Tolkien! Non è colpa del film. Io rispondo: vero. Assolutamente vero. Ma in ISDA il regista (Peter Jackson) ha compiuto la precisa scelta di eliminare tutte le parti più infantili del romanzo. Si veda Tom Bombadil, sempre per chi ha letto il libro, etc. Perchè non ha fatto la stessa cosa ne lo Hobbit, cosa che avrebbe mantenuto lo stesso spirito della vecchi trilogia? Ve lo dico io: perché non può togliere NIENTE, dato che ci devono saltare fuori tre film da tre ore. Ed ecco perché la Terra di Mezzo non è più quella dei vecchi film.
  • La scena del ponticello. Ad un certo punto Gandalf e i Nani si trovano su un ponticello sospeso nel vuoto, all'interno di certe caverne nelle montagne. Gandalf apre la fila e a bloccarlo dall'altra parte c'è il Boss Goblin (una specie di palla di lardo rosa). In breve, accade questo: Gandalf dice qualcosa che non ricordo, tira una spadata al Boss e gli taglia la pancia. Il Boss dice "credo che ora morirò" con il timbro di voce più scemo che abbia mai sentito. Dopodiché il ponte si rompe, cade e per miracolo tutti si salvano. Ora... respirate... meditate... e rispondete a questa domanda: questa scena non vi sembra la scimmiottatura della famosissima scena "TU NON PUOI PASSARE"? Esattamente. E' praticamente la stessa scena. Cambia solo il tono un tantino meno epico: il ponte è corto e di legno traballante, non certo in pietra come quello di Kahzad-Dum. Inoltre, nella scena di ISDA, il nemico era il Balrog. Ne lo Hobbit è un rotolo ciccione e gay. TROVATE LE ACCIDENTI DI DIFFERENZE!
  • I Nani. Anche qui abbiamo un discorso simile a quello degli altri punti. Sono più stupidi e meno epici, per quanto potesse esserci di epico in Gimli. Però, davvero, Gimli aveva una dignità. Questi Nani... un tantino meno. (e poi le Nanesse [se così si chiamano] non hanno la barba. Si vedono all'inizio del film, mentre scappano dalle grinfie di Smaug. Anzi sono basse ma piuttosto belle. Questo mi ha ulteriormente rovinato, insieme al fatto sconvolgente che esistono "Nani belli", i due più giovani della compagnia. Io li immaginavo tutti grassi, pelosi e ruttosi).
  • La scena del ritrovamento dell'Anello. Non è fatta male, anzi... è solo che, per chi ricorda, questa scena in versione super-breve viene mostrata anche nel prologo di ISDA. Ed è fatta diversamente rispetto a Lo Hobbit. E' normale, non fraintendetemi... ma se fossi stata nel regista l'avrei resa più simile possibile, per non dare il senso di distacco tra una trilogia e l'altra.
  • Scene riciclate. Già, sono state riutilizzate, in contesti diversi, molte scene di ISDA. La più stupida arriva nel momento in cui Gandalf si incazza per niente e usa lo stesso trucco oscura-stanza di ISDA. Peccato che il motivo non regga...
  • Scena dei giganti. A parte il fatto che questa scena sembra fatta nello stesso set che aveva visto la compagnia dell'anello combattere contro Saruman-demolitore-di-montagne... I GIGANTI????? Ma... c'erano nel libro? Io sinceramente non li ricordo. Ma proprio per niente... (anche se il libro l'ho letto molto tempo fa, quindi concedo il beneficio del dubbio). Mi viene quasi da pensare che se la siano inventata di sana pianta per allungare di tre quarti d'ora il film. Altrimenti non ci salta fuori la trilogia.
  • Guillermo del Toro. CHE C'ENTRA? Sarà anche bravo, ma non era in ISDA e non doveva essere nemmeno sceneggiatore de Lo Hobbit! Per chi non lo sapesse, questo personaggio è stato sceneggiatore anche dei due "Hellboy" e di quel castrone de "il Labirinto del fauno". Ora dovreste spiegarvi molte cose... e guarda caso, l'unico film di animazione del 2012 che non mi ispira per niente, Le 5 Leggende... ha come sceneggiatore proprio il buon vecchio Guillermo. Colpa sua se Lo Hobbit mi ha deluso? Direi di sì, per una buona percentuale. 
  • Ironia idiota. Che rende imbecilli i personaggi e le situazioni. Ma qui mi posso ricollegare alle scene già viste: quella del ponte, che cade come uno snowbord e miracolosamente tutti si salvano. Oppure le battute di molti personaggi. 

Bene, finalmente passiamo alle cose positive. Perchè in effetti ce ne sono, e fatte molto bene:

  • Il Prologo nel Prologo. Mi è piaciuto il fatto che Lo Hobbit inizi con la stessa festa dell'inizio di ISDA, e si presenta un po' come una storia parallela. A dire il vero non so bene perchè, ma mi è piaciuto. 
  • Le colonne sonore. FANTASTICHE. Non c'è nient'altro da dire. (solo ad un certo punto, chissà perchè, hanno inserito la traccia dei Cavalieri Neri de "La compagnia dell'Anello" come sottofondo a Thorin Scudodiquercia che si prepara ad attaccare il suo nemico in una scena epica. Mi sono chiesta perché, ma non è propriamente un punto negativo)
  • Usare gli stessi attori, dove possibile. E' stata una bella mossa, e non del tutto scontata, come invece si potrebbe pensare. Peccato per la voce di Gandalf, ma quello purtroppo è un problema non risolvibile, causa la morte del doppiatore originale. Un vero peccato.
  • Gollum. E' una delle poche cose, insieme alla scenografia della Contea, ad essere rimasta identica ad ISDA. Ed è stato un tuffo nel passato, vederlo muoversi, strisciare e gemere. Bella l'interpretazione dell'attore, e bella la scena degli indovinelli (cosa anche questa che definirei infantile, ma che in realtà è stata resa bene, in pieno stile ISDA).
  • Il Gigante Bianco, Boss nemico di Thorin Scudodiquercia. Mi piace come al posto del braccio sinistro abbia uno spuntone di metallo piantato nel gomito. Ecco, questo è un nemico! Questo è qualcosa di simile agli orchi cazzuti di ISDA! (anche se assomiglia un po' troppo ai mostri di "Io sono Leggenda").
  • Tutti i rimandi a ISDA. Ce ne sono un sacco, praticamente ad ogni battuta. Si parla anche di come Mordor nasce, di come Sauron torna al potere... insomma tutto ciò che non si sapeva da ISDA. Interessante. 

Purtroppo non mi viene in mente nient'altro di particolare. Ma posso dire, in linea generica, che il resto del film è bello, al di fuori dei punti negativi che ho sottolineato.
Bene, la recensione è finita. Non si tratta di un libro, per una volta, ma ci tenevo davvero, anche perché credo di essere l'unica fan di Tolkien ad avere questa opinione un po' discordante a proposito di questo film.
Voi che ne pensate? 
Aspettando i prossimi capitoli de Lo Hobbit, arrivederci! Alla prossima lezione!

giovedì 26 aprile 2012

Aggiornamento - Layout modificato e visite... inaspettate!

Piccolissimo aggiornamento: ho dovuto diminuire notevolmente la larghezza del blog. Il perché è presto detto: per la prima volta ho visitato il blog dal PC famigliare, che dispone di monitor in 4:3 invece che un più moderno 16:9. E mi sono accorta che, in questo modo, il blog non si vede nella sua interezza, anzi, è particolarmente snervante fare avanti e indietro con la scroll-bar... Lo so, non ci avevo mai pensato prima, quindi in tutta probabilità sono un'idiota. Ma meglio tardi che mai (e poi, chi l'ha detto che non è colpa di voi povevacci lavovatovi se avete un 4:3 invece che un monitor decente?). Avverto: non so quanto resisterò.
In secondo luogo, ho modificato leggermente il layout del blog inserendo delle pagine, dato che il tutto cominciava a sembrarmi "soffocante". La mia presentazione, ora, ha una sezione a parte.
Infine, noterete la mia libreria di aNobii sulla sinistra... se volete visitatemi e chiedetemi pure l'amicizia!

Ed ora ecco una chicca: grazie al nuovo design di Blogger, sono venuta a scoprire che Arte parla di Arte ha ricevuto le visite più disparate! In particolare, i Russi e i Tedeschi sembrano amarmi particolarmente...


Non me lo immaginavo nemmeno. Sono arrivata persino oltreoceano! Certo, questa gente probabilmente non capisce ciò che scrivo... ma sono contenta ugualmente! E, per ringraziare tutti, ho scritto un messaggio in Google Translate, in modo da coprire tutte le lingue citate nelle statistiche:

Ciao, straniero! Grazie per la visita! 
Привет, незнакомец! Спасибо за посещение!
Hallo, Fremder! Danke für Ihren Besuch!
Hello, stranger! Thaks for the visit!
Привіт, незнайомець! Дякуємо за відвідування!
Bonjour, étranger! Merci de votre visite!
Olá, estranho! Obrigado pela visita!
Hallo, stranger! Bedankt voor uw bezoek!
Buna ziua, străin! Multumesc pentru vizita!

Chissà se vedranno mai il mio messaggio... Io lo spero! Anche perché mi sono impegnata per trovare tutte le lingue (a parte per la Svizzera, è ovvio). Quindi vi lascio, per oggi, con questo saluto plurilingue! CIAO!!! 

sabato 3 marzo 2012

La pubblicità percorre anche le vie più subdole.

Credevo di aver toccato il fondo. Pensavo che la spam incessante con cui tempestavo giorno e notte tutti i miei amici fosse davvero il più sleale, falso, basso, ipocrita, depravato, cinico e viscido metodo che potessi architettare, per far pubblicità a questo blog. E invece ho superato perfino me stessa.
Sabato pomeriggio, in compagnia di Moroso. Ci avviamo allegramente verso una agglomerato di simil-società  (dicasi Bologna) per immergerci nel fitto antro della tecnologia: il MediaWord!
Eravamo lì per prendere un regalo ad un'amica. Il piano era semplice: Moroso, in quanto esperto della situazione e madrelingua Informatichese, sarebbe andato a scegliere il prodotto, a rompere le scatole a tutti gli addetti per chiedere informazioni del tutto inutili, e magari anche a pagare. Io invece, con un sorriso smagliante, mi sarei diretta verso l'area libri, la parte più spopolata del negozio. Poi, non trovando libri interessanti, mi sarei diretta baldanzosa verso l'area videogiochi, e avrei sfrattato i bambini rubando loro i joystick di tutte le consolle esistenti e funzionanti. Dopodichè, ultima tappa, mi sarei diretta nell'area dei televisori 3D, avrei inforcato gli occhiali e mi sarei messa a guardare Avatar, al fine del quale avrei sbadigliato, e mi sarei decisa a raggiungere Moroso, per indurlo a smettere di torturare gli addetti e accompagnarmi a comprare qualche vestito, o al bar.
Invece, non è andata così. In realtà avevamo iniziato bene: Moroso aveva giù adocchiato lo scaffale incriminato. Io, invece, mi ero già girata verso destra: in lontananza, quei tre libri, che hanno avuto la sfortuna di essere appioppati ad un negozio di informatica invece che ad una libreria, aspettavano solo me.
Sorrido, ma in quel momento accade l'imprevisto: la mia attenzione viene attratta dagli iPad in esposizione. Mi viene un'idea maligna, allora mi aggrappo al braccio di Moroso.
"Guarda, gli iPad!" gli dico, con un sorriso sadico dipinto in volto.
"Eh. Quindi?" lui sta ancora pensando alle proprietà tecniche di qualche strano aggeggio, e sta già formulando le domande da fare ai commessi. Ma io non mi arrendo:
"Ci si può scrivere sopra quello che si vuole"
"Eh. Lo so"
"Andiamo a farmi pubblicità!"
Non lo lascio nemmeno rispondere, lo tiro di peso. Quando raggiungo gli iPad, apro le "note" del primo. E, senza pudore alcuno, ci scrivo sopra: Visitate il mio blog: Arte parla di Arte!!!
Rido come un genio del male e ordino al mio scagnozzo di fare lo stesso su tutti gli altri apparecchi, anche a costo di uccidere a coltellate chi sbarra la strada. Quando abbiamo finito, ci siamo lasciati alle spalle solo un mucchio di cadaveri e tanti iPad spammati (oltre ad un povero iPad che ha subito l'ira di Moroso, invece che la mia, ed è stato obbligato ad aggiornarsi... è ancora là che lavora, poveraccio)
E pensate che mi sia fermata lì? No, affatto. Ho fatto la stessa operazione su tutti i PC in prova, e anche sui palmari e gli iPhone. Alla fine, ho sospirato fiera, e mi sono fatta i complimenti da sola.
Moroso torna a fraternizzare con i commessi, e io al mio piano originale, continuando a compiacermi da sola. Sorrido ogni volta che vedo che qualcuno si ferma a leggere la mia pubblicità, riduco gli occhi a due fessure quando qualcun'altro osa cancellare ciò che ho scritto. Poi, però, mi dileguo, quando mi accorgo che alcuni addetti all'area si avvicinano agli iPad manomessi e sorridono.
Quindi, se ora siete venuti sul mio blog grazie a quella pubblicità... sappiate solo che mi dichiaro innocente. Non ero in me, la tentazione è stata troppa...





...ma ne è valsa la pena...

venerdì 2 marzo 2012

La frizione maledetta!

Vi siete mai soffermati a pensare quale mistero filosofico si celi dietro una frizione non premuta e una macchina spenta esattamente a metà di un dosso? Immagino di no. Nemmeno io l'avrei fatto, se non mi ci fossi trovata. E invece, uno dei pochi errori della mia prima guida "ufficiale" è stato proprio questo: stupidamente,pretendevo che la macchina si fermasse senza premere la frizione. Vi sembra normale? A me no. E' un errore stupido, eppure ne sono stata in grado.
Questo mi ha fatto seriamente pensare: ma a che cacchio serve la frizione?
No, aspettate, mi sono espressa male... so a cosa serve. Ma, seriamente, a che serve? Perché devo rompermi le scatole a cambiare marcia e a premere quell'accidenti di pedale? Non possono fabbricare macchine tipo go-kart... solo freno e acceleratore. Pensate che bello. Sarebbe tutto così semplice, non servirebbero più nemmeno esami di guida... un sistema a prova di demente. O a prova di Arte, vedetela come vi pare.
Insomma, questa è la mia prossima invenzione. Una delle tante cose per cui diventerò famosa è l'aver inventato una macchina easy-to-use. Che poi c'è già, si chiama auto col cambio automatico. Ma Easy-To-Use fa decisamente molto più figo.
Quindi preparatevi gente: tra qualche anno uscirà sul mercato la nuova Arte ETU. Con gli optional di serie, eh! Inoltre, se non potete pagarla come tutti i comuni mortali, potete collezionare tranquillamente i pezzi che trovate nelle patatine e montarla direttamente a casa vostra!
Che aspettate? Non perdetevela, la nuova Arte ETU!!!! 

giovedì 19 gennaio 2012

Le papere di Bath

Sicuramente è capitato a tutti... di vedere le papere di Bath, intendo? O di essere una papera di Bath? No, no, per carità... volevo dire, sicuramente vi è capitato, almeno una volta nella vita, di trovarvi in uno stato di limitatissime capacità intellettive, oserei dire in stato vegetativo; e, proprio in quel momento, di sentire le porte del vostro cervello aprirsi, illuminando e rinfrescando mente e animo della risoluzione a tutti i vostri problemi. E sicuramente vi sarete sentiti degli emeriti imbecilli: come aveva fatto una soluzione tanto semplice a sfuggirvi per così tanto tempo? E, soprattutto, come ha fatto a venirvi in mente proprio in un momento di tale degrado cerebrale? Evidentemente l'unico neurone che lavorava, lavorava bene. Almeno lui.
Ebbene, questo mi è capitato due anni fa, a Bath, appunto, ridente cittadina inglese, a poche centinaia di chilometri da Londra. Intendiamoci, mi era capitato altre volte; ma mai in maniera così improvvisa, e mai in una situazione così... non saprei come altro definirla, se non assurda.
Ebbene, dicevo, mi trovavo in Bath. Luglio. Giornata soleggiata, stranamente, anche se tirava una brezza un po' troppo eccessiva, fastidiosa... più o meno della temperatura da cui si viene investiti quando si apre il frigorifero. A Luglio. Già. Ma almeno non pioveva.
Me ne stavo tranquillamente seduta su una panchina, di fronte al laghetto, quello al centro dell'enorme terreno posseduto dalla University of Bath. Ero con due mie amiche, si era appena finito di discorrere di letteratura, filosofia, scrittura. Almeno una decina di minuti prima, però, il discorso era deviato in tutt'altro, facendosi anche decisamente meno acculturato. E, parlando, guardavo le papere nel laghetto.
Un momento di silenzio. Cervello in panne. Le palle degli occhi seguivano ancora le papere, sì, ma giusto per inerzia, senza un reale controllo. E in quel momento, BANG. E' stato come se mi avessero infilato il cervello in quell'istante, premendo il tasto "on". Tutto è apparso così, all'improvviso: il finale e il titolo del mio libro. Cose a cui pensavo da mesi, se non anni. Ed era tutto così mortalmente semplice che la prima cosa che mi sono chiesta è stata appunto: "ma come accidenti ho fatto a non pensarci prima?"
Sì, proprio come in quei film Americani in cui il protagonista, invischiato in un problema di sicurezza nazionale/mondiale/universale,  verso i 3/4 della pellicola ha il grande colpo di genio, che poi risolverà tutto il problema.
L'unica differenza è che in quei film di solito è qualcun'altro che dà l'idea al protagonista. Magari un interlocutore che, per caso, pronuncia proprio la parola che serviva, sentendosi poi dire, apparentemente senza motivo, "sei un fottutissimo genio!" dal protagonista stesso; il quale parte di corsa a preparare chissà quale congegno salva-umanità, mentre lo sventurato interlocutore chiede spiegazioni, invano.
Io, invece, ho avuto l'ispirazione dell'ultimo minuto da delle papere, intente semplicemente a starnazzare e ad abbuffarsi senza pudore del pane buttatogli in acqua da qualche misericordiosa signora d'alta classe inglese.
Dopo un primo momento di inquietudine, in cui ero semplicemente intenta a chiedermi cosa avessero quelle papere di così magico, ovviamente mi sono messa a scrivere su tutto ciò che mi capitava a tiro, persino i palmi delle mani. E tutto così velocemente, nella paura di avere un improvviso colpo di amnesia che mi portasse via l'idea, così come era venuta, da mandare quasi in cancrena le dita, e da farmi riaffiorare il callo del liceale, ormai assopito da quasi due mesi, in meno di 5 minuti.
Quanto ho ringraziato quelle papere! Avrei voluto raccoglierle tutte, grandi e piccine, metterle in valigia e portarle a casa. Tutto ciò che mi ha fermato, ve lo giuro, è stato il pensiero che si sarebbero trovate male da me, non conoscendo la lingua Italiana ed essendo io poco in vena di preparare il tè tutte le sere.

Ecco dimostrato, quindi, come l'ispirazione segua strade all'uomo del tutto sconosciute e imprevedibili. E come anche le papere, nel loro piccolo, siano esseri incredibilmente utili.

mercoledì 4 gennaio 2012

Storia mediocre di un drammatico iter telefonico.

Il titolo chilometrico dovrebbe già mettervi in guardia. Ma ecco che, senza ulteriori esitazioni, andiamo ad iniziare il nostro iter. Tutti pronti? Sappiate che non potrete tornare indietro.

Stamane, alle ore 10.35, si è tenuto un vero e proprio dramma in casa mia. Ma più o meno è un dramma comune, che tutti vivono almeno una volta nella vita. Per questo si intitola "storia mediocre", perché sicuramente molti di voi l'hanno già vissuta.
Dunque, dopo tre giorni di contrattazione per presentare alla segreteria scolastica il preventivo per la gita di maturità, finalmente, ieri sono riuscita a parlare con un irraggiungibile Sig. Preside (da me chiamato Gargamella, a causa di ovvie affinità fisiche). Costui mi ascolta (quasi) con interesse e mi chiede di richiamarlo, oggi, con più informazioni. Mi specifica che è urgente e che NON POSSO MANCARE al nostro appuntamento telefonico. Ringrazio, piena di gioia, credendo di aver raggiunto un bel traguardo.
Successivamente, mi ammazzo di lavoro e spendo l'intera busta paga di mio padre in telefonate. Prima di tutti contatto uno dei professori che, poverino, mentre si decide della nostra gita è a sciare, e scopro che la sua copia del maledetto preventivo è a casa. La quale casa è chiusa e sigillata. E il preventivo mi serve per il giorno dopo. Bene!
Non mi arrendo, contatto un genitore che a sua volta contatta l'agenzia per farci un nuovo preventivo. Nel frattempo, telefono a mezzo mondo per avere anche io il numero dell'agenzia. Non lo trovo, ma per fortuna mi arriva lo stesso per email il suddetto preventivo. Peccato che è un file stranissimo diviso in quattro, e quando tento di aprirlo mi si para davanti una lunghissima scritta in ostrogoto.
Contatto il mio ragazzo, informatico, e gli chiedo di risolvere. Viene a casa, risolve, e io riprendo il mio iter.
Ora ho il preventivo, devo solo informare TUTTA LA CLASSE che sta andando in porto la nostra proposta, ma per fortuna in questo mi aiutano delle vere anime pie e San Facebook.
Finalmente, per quel giorno, ho concluso (salvo un'altra mail che devo inviare e che mi costa altre telefonate, ma nulla di riconducibile a Gargamella o al preventivo).
E ora, comincia la vera tragedia.

Torniamo alle ore 10.35 di stamane. Afferro, decisa, il telefono. Cerco nella lista delle chiamate il numero della segreteria. E infine lo premo. Sì, lo premo: il tasto "call".
Non l'avessi mai fatto! Ancora non sapevo che questo semplice gesto mi avrebbe portato alla follia più assoluta. Per ora, infatti, c'era solo il tut tut del telefono, e poco dopo la risposta automatica. Una vocina femminile mi dice che il personale è al momento occupato, accompagnata da una musichetta di Mozart... o di Beethoven. Insomma, quel genere.
Mentre sto pensando a quale compositore sia, mi risponde una bidella. Scusate, scusate... personale ATA. Adesso si chiamano così, e reputano offensivo il termine "bidello". Chissà poi perché!
"Pronto?"
"Salve, sono la rappresentante della classe 5 A scientifico"
"Che vuole?"
Ha un simpatico accento del sud.
"Devo parlare col preside, mi è stato detto di chiamare oggi"
"Sì, ma perché?"
La storia è lunga. Decido di spiegare, ma di abbreviare. Ciononostante, spreco almeno 3 minuti di chiamata, alla fine dei quali...
"Aspetti, le passo la vicepreside!"
"No, no! A me serve il pres..."
"Pronto?"
Riconosco la voce della vice. Impreco nella mia mente.
"Salve, sono la rappresentante della 5 A scientifico. Devo parlare col preside, mi è stato detto di chiamare oggi"
L'interlocutrice esita, e per un momento guardo lo schermo del telefono per sapere se è caduta la linea. Poi, improvvisamente, torna e quasi mi urla nell'orecchio:
"Ma... al momento... perché non dici a me?"
Già il fatto che mi da del tu un po' mi altera, ma ingoio il rospo. Ricomincio la mia spiegazione.
"La mia classe bla bla bla... il preventivo bla bla bla... riunione bla bla bla...  - dopo due ore di monolgo - Ha capito?"
La donna esita ancora, io mi preoccupo seriamente per i suoi collegamenti neurali.
"Ma io... di queste cose non so..."
"Mi scusi, ma lei è la vicepreside, no? Dovrebbe saperlo. In ogni caso, si può parlare con il preside o no?"
"Ma, al momento... le passo la Signora Claudia!"
NO! LA SIGNORA CLAUDIA NO!
Ora, voi non sapete chi sia, ma vi assicuro che è una persona molto irritante. Parlare con lei significa iniziare una guerra nucleare. E' acida quanto un limone marcio, ed è dir poco. Io, purtroppo, ho dovuto rapportarmi con lei in più di un'occasione e, unendo il suo atteggiamento insopportabile e la mia smodata irascibilità, abbiamo sempre dato vita a grandi diverbi. Ma ormai è troppo tardi per rimediare:
"Pronto!"
Col timpano ormai perduto, chiedo, affranta:
"La Signora Claudia?"
E il bello è che sembra non avere un cognome nè un ruolo in questa scuola, la Signora Claudia. Boh.
"Sì? Che c'è?"
La solita voce irritante. E io metto in scena il solito discorso precotto. Tanto ormai la busta paga è andata a signorine, posso permettermi di ripetere tutto d'accapo.
"Salve sono la rappresentante bla bla bla... preventivo bla bla bla... però devo parlare col preside, è inutile che continuate a giocare a scarica barile!"
"Io non so niente e adesso il preside non c'è! Vieni tu di persona lunedì! C'era proprio bisogno di chiamare oggi?"
"E' stato lui a dirmi di chiamare oggi, mica me lo sono inventato"
"Sicuramente ti stai sbagliando!"
Ormai mi esce il fumo dalle orecchie.
"No, non mi sto sbagliando, non sono così imbecille!"
"Non può averti detto di chiamare oggi perché il mercoledì è il suo giorno libero!"
Ma allora... ci sono o ci fanno? Rimango silenziosamente esterrefatta.
"Va bene - cerco di trattenere la rabbia - va bene. Allora arrivederci!"
"Eh, ciao!"
Riattacco, quasi spaccando il tastino di "termina chiamata".
"MA CIAO A TUA SORELLA!" grido.
Ciò che segue ve lo risparmio: mia madre entra in camera e mi chiede se sto bene, la rassicuro, poi comincio a informare la classe a proposito dell'incompetenza di quelli che dovrebbero essere i nostri insegnanti. E vi risparmio anche tutte le motivazioni che hanno fatto quasi saltare la nostra gita di maturità, ma vi garantisco che sono tutte dovute alla poca organizzazione del personale scolastico.
Ma allora mi chiedo: al posto di spendere soldi e impegnarsi per le musichette di attesa telefonica, perché diamine non assumete persone con tutte le rotelle a posto?
Vabbè, dopo questo piccolo racconto, dopo essere stata piantata dal Gargamella in persona, e dopo la mia piccola imprecazione contro la scuola pubblica italiana, mi ritiro. E lo faccio con un esito finale: 156 minuti di chiamata in 48 misere ore.
Tanto pago io.